Politica e magistratura, squilibrio o riequilibrio?

Riassunto

L'articolo analizza la proposta di riforma costituzionale del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm), interrogandosi se la riduzione dei suoi poteri possa compromettere l'indipendenza della magistratura. Mentre i promotori della riforma la presentano come un necessario riequilibrio contro lo strapotere delle correnti interne, l'autore evidenzia come il Csm sia stato concepito dai costituenti come un organo di garanzia costituzionale e non meramente amministrativo. La revisione, che prevede sdoppiamenti e componenti estratti a sorte, rischierebbe di alterare il delicato bilanciamento tra poteri dello Stato. Questa riflessione pone l'accento sulla necessità di valutare attentamente se la riforma garantisca ancora la piena autonomia del potere giudiziario.

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