Ma la riforma della giustizia serve a cambiare le sentenze?
Riassunto
L'autore analizza la crescente tendenza dei leader politici a delegittimare i provvedimenti giudiziari sgraditi, utilizzandoli come pretesto per accelerare la riforma della giustizia e la separazione delle carriere. Giostra sottolinea che la giurisdizione deve rispondere a criteri legali e procedurali, non a obiettivi politici o di consenso governativo. Egli solleva il sospetto che dietro le riforme proposte non vi sia un intento puramente istituzionale, ma la volontà di limitare l'autonomia dei magistrati per non intralciare l'azione di governo. Questa deriva evidenzia una minaccia per l'equilibrio tra i poteri dello Stato e la tenuta democratica del Paese.