Milano. Ha 5 anni e un papà detenuto: quell’abisso di umanità tra San Vittore e Opera

Riassunto

L'articolo denuncia il drastico peggioramento delle condizioni di visita per una bambina di cinque anni dopo il trasferimento del padre dal carcere di San Vittore a quello di Opera. A causa delle nuove restrizioni, le telefonate sono passate da quasi quotidiane a sole sei al mese, mentre i colloqui del sabato sono stati ridotti a uno solo, aggravando il malessere psicologico della minore. Rita Bernardini di Nessuno tocchi Caino critica il rigido orientamento securitario della nuova direzione di Opera, segnalando anche perquisizioni invasive sui bambini e l'eliminazione di spazi ludici. Verrà presentata un'interrogazione parlamentare per sollecitare il rispetto dei legami familiari e dei diritti dei minori. Questo caso evidenzia la necessità di umanizzare il sistema carcerario per non far ricadere le conseguenze della detenzione su figli innocenti.

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