Mattarella, la cultura repubblicana come antidoto all’odio
Alessandro De Angelis
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La Stampa
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Riassunto
Nel suo undicesimo discorso di fine anno, il Presidente Sergio Mattarella pone l'ottantesimo anniversario della Repubblica come cuore di un messaggio che riafferma i valori democratici contro la cultura dell'odio e della polarizzazione. L'autore evidenzia come il Capo dello Stato proponga un'idea di democrazia basata sull'inclusione, il pluralismo e i diritti sociali, contrapponendola ai populismi e ai nazionalismi moderni. Il discorso invita a riscoprire la storia di successo dell'Italia, fatta di riforme concrete e senso di unità nazionale, per affrontare le immani sfide del presente. Questo intervento sottolinea la necessità di una politica che unisca il Paese invece di dividerlo per fini propagandistici.
Nel suo discorso di fine anno, il presidente Sergio Mattarella ha rivolto un appello accorato ai giovani, esortandoli a recuperare la forza visionaria e la responsabilità civile della ricostruzione post-bellica. Il Capo dello Stato ha sottolineato l'importanza dei diritti inviolabili e della convivenza sociale, mettendo in guardia contro la frammentazione del senso di comunità e la crescente rassegnazione. Davide Varì evidenzia come il messaggio presidenziale spinga le nuove generazioni a non rassegnarsi e a tornare protagoniste del futuro, superando l'indifferenza e le disuguaglianze. Questo richiamo sottolinea la necessità di riscoprire un impegno civico condiviso per rigenerare le basi democratiche del Paese.
Roberta d’Angelo osserva come, nonostante il disinteresse per i partiti e la deriva dei social media, i giovani stiano riscoprendo la partecipazione politica attraverso la protesta, spinti da un rinnovato senso di giustizia. L'autrice sottolinea che l'indignazione per i conflitti globali ha risvegliato le coscienze, ma avverte che per passare dalla contestazione a un cambiamento reale sono necessari studio e approfondimento. Il richiamo finale è al discorso di Capodanno del Presidente Mattarella, che esorta le nuove generazioni a essere coraggiose e protagoniste del proprio futuro. Questo scenario evidenzia l'importanza di canalizzare l'istinto della piazza verso un impegno civico consapevole per rafforzare la democrazia.
Davide Rondoni riflette sul messaggio del Presidente Mattarella ai giovani, evidenziando il divario tra le potenzialità delle nuove generazioni e una realtà italiana spesso percepita come ostile. L'autore sostiene che l'apatia politica e l'emigrazione giovanile siano causate da un sistema burocratico e decisionale gestito da adulti che soffoca l'iniziativa e rallenta l'ingresso nel mondo del lavoro. Nonostante le recenti proposte governative per le politiche giovanili, viene sottolineata l'urgenza di scelte coraggiose da parte della classe dirigente per restituire spazio e fiducia ai ragazzi. Questo scenario mette in luce il rischio concreto che l'Italia si consolidi come un Paese incapace di valorizzare i propri talenti.