Mattarella, la cultura repubblicana come antidoto all’odio
Alessandro De Angelis
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La Stampa
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Riassunto
Nel suo undicesimo discorso di fine anno, il Presidente Sergio Mattarella pone l'ottantesimo anniversario della Repubblica come cuore di un messaggio che riafferma i valori democratici contro la cultura dell'odio e della polarizzazione. L'autore evidenzia come il Capo dello Stato proponga un'idea di democrazia basata sull'inclusione, il pluralismo e i diritti sociali, contrapponendola ai populismi e ai nazionalismi moderni. Il discorso invita a riscoprire la storia di successo dell'Italia, fatta di riforme concrete e senso di unità nazionale, per affrontare le immani sfide del presente. Questo intervento sottolinea la necessità di una politica che unisca il Paese invece di dividerlo per fini propagandistici.
Pietro Grasso, ex presidente del Senato, riflette sugli 80 anni della Repubblica mettendo in guardia contro il degrado del dibattito politico e il rischio di svuotamento dei valori costituzionali. L'ex magistrato sottolinea l'importanza della legalità e critica le riforme che mirano a ridurre l'indipendenza della magistratura, come la proposta di separazione delle carriere. Grasso auspica un ritorno allo 'spirito costituente' tra maggioranza e opposizione per contrastare l'astensionismo e proteggere l'equilibrio tra i poteri dello Stato. Questo intervento evidenzia una sfida cruciale per la tenuta democratica dell'Italia e il futuro delle sue istituzioni.
L'autore riflette sull'importanza della responsabilità individuale e del 'fattore umano' nel clima di forte contrapposizione politica attuale, prendendo spunto dai messaggi del Presidente Mattarella e di Papa Leone XIV. Viene celebrato l'ottantesimo anniversario della Costituzione come spartiacque di libertà e pace, ricordando l'impegno di figure simbolo come Falcone e Borsellino per ispirare le nuove generazioni. Flick invita i cittadini a non lasciarsi travolgere dalle polemiche sul prossimo referendum sulla giustizia, ma a riscoprire il valore del proprio contributo personale e civile. Questo sottolinea come la qualità della nostra democrazia dipenda ancora oggi dalla consapevolezza e dall'impegno di ogni singolo cittadino.
Roberta d’Angelo osserva come, nonostante il disinteresse per i partiti e la deriva dei social media, i giovani stiano riscoprendo la partecipazione politica attraverso la protesta, spinti da un rinnovato senso di giustizia. L'autrice sottolinea che l'indignazione per i conflitti globali ha risvegliato le coscienze, ma avverte che per passare dalla contestazione a un cambiamento reale sono necessari studio e approfondimento. Il richiamo finale è al discorso di Capodanno del Presidente Mattarella, che esorta le nuove generazioni a essere coraggiose e protagoniste del proprio futuro. Questo scenario evidenzia l'importanza di canalizzare l'istinto della piazza verso un impegno civico consapevole per rafforzare la democrazia.