Reggio Emilia. “Cicatrici nascoste”: la poesia come riscatto e rinascita sociale

Riassunto

La mostra "Cicatrici nascoste" a Carpineti presenta le poesie di Daniel Palladino, in arte Kura Levi, nate durante la sua detenzione nel laboratorio artistico "Liberi Art" di Reggio Emilia. Attraverso 23 opere, l'autore racconta un percorso di riscatto personale in cui la scrittura è diventata uno strumento di libertà interiore e consapevolezza. Palladino, che attualmente sconta la pena in misura alternativa, ha testimoniato come l'arte possa trasformare il dolore in un'opportunità di crescita e nuovo inizio. Questo progetto sottolinea l'importanza vitale dei laboratori culturali nelle carceri come motore per il reinserimento sociale e la riabilitazione individuale.

di Viola Mancuso
gnewsonline.it, 27 gennaio 2026
La poesia come strumento di libertà interiore e possibilità di reinserimento sociale. È questo il cuore della mostra poetica “Cicatrici nascoste”, inaugurata il 17 gennaio 2026 presso la Biblioteca Don Milani di Carpineti, un progetto culturale e umano di grande valore sociale nato dalla collaborazione tra l’Amministrazione Comunale di Carpineti, i volontari della Biblioteca, don Angelo Guidetti della parrocchia di Castelnovo Ne’ Monti e l’artista operatrice volontaria Anna Protopapa. La mostra, visitabile fino al 14 febbraio 2026, racconta il percorso di Daniel Palladino, giovane poeta che scrive con lo pseudonimo di Kura Levi, che si è avvicinato alla scrittura durante il suo periodo di detenzione all’interno del laboratorio artistico “Liberi Art”, attivo presso la casa circondariale di Reggio Emilia. Un laboratorio in cui il detenuto ha scoperto la scrittura poetica come mezzo per dare forma alle proprie emozioni, trasformando il dolore in parole e trovando, attraverso l’arte, una nuova consapevolezza di sé.
Da circa tre mesi Daniel sta espiando la sua pena in misura alternativa e “Cicatrici nascoste” rappresenta il suo primo vero debutto pubblico. Grazie all’autorizzazione del magistrato, il poeta ha potuto essere presente all’inaugurazione, vivendo un momento simbolico di forte significato personale e collettivo. L’esposizione presenta 23 opere letterarie, testi intensi e profondi che esplorano il mondo interiore dell’artista, i passaggi più significativi della sua vita, gli ostacoli affrontati e il percorso che ha fatto emergere questo suo talento, offrendogli la possibilità di un nuovo inizio. Le poesie di Kura Levi parlano di fragilità, errori, consapevolezza e speranza, donando uno sguardo autentico su come l’arte possa diventare strumento di crescita personale anche nei contesti più difficili.
L’evento è stato aperto dal saluto del vice sindaco di Carpineti, Gabriele Fontana, seguito da un dialogo tra l’organizzatrice della mostra e il poeta. Un confronto intenso, durante il quale Daniel ha condiviso con il pubblico, composto da numerosi giovani, la propria storia: “Gli ostacoli incontrati lungo il mio cammino hanno influito anche sul mio modo di scrivere e sugli argomenti che tratto. Ho trasformato la consapevolezza dei miei errori in un’opportunità di apprendimento e crescita. Attraverso l’arte mi sono sentito libero, anche quando ero rinchiuso in quattro mura. Spero che ciò che scrivo possa aiutare anche solo una persona a trovare la forza di andare avanti, quella spinta che io per anni ho cercato e che ho finalmente trovato nella poesia”. Una testimonianza forte, che dimostra come il cambiamento e la rinascita siano possibili quando esistono la volontà di riscattarsi e le giuste opportunità, dentro e fuori dal carcere.