Carcere fuori legge: tra sovraffollamento, repressione e speranze tradite
Italo Di Sabato
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ilgiornaledelmolise.it
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Riassunto
L’autore analizza la profonda crisi del sistema carcerario italiano, culminata a fine 2025 con l'autorizzazione all'uso dello spray urticante e un sovraffollamento critico di circa 18.000 persone oltre la capienza. Questa condizione, definita come un vero e proprio maltrattamento strutturale, nega la dignità umana e la funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione, alimentando invece recidiva e sofferenza. Nel 2025 si sono registrati 241 decessi, di cui 80 suicidi, confermando il fallimento di una gestione puramente repressiva che ignora le alternative alla detenzione per le pene brevi. Tale situazione evidenzia l’urgenza di riforme strutturali per evitare che il carcere diventi unicamente un luogo di negazione dei diritti fondamentali.
L'articolo analizza la crescente crisi del sistema carcerario italiano, segnato nel 2025 da un picco di 80 suicidi e da un grave sovraffollamento dovuto alle recenti politiche governative. L'autore critica l'introduzione sperimentale dello spray al peperoncino per la polizia penitenziaria e la possibile adozione di ulteriori armi "a letalità attenuata" negli spazi ristretti delle celle. Nonostante le denunce di associazioni e esponenti politici, la gestione delle carceri sembra orientarsi verso una repressione che ignora il benessere dei reclusi. Questo scenario evidenzia una preoccupante deriva autoritaria che rischia di esasperare ulteriormente le tensioni nel sistema penitenziario nel corso del 2026.
L'articolo analizza la grave crisi del sistema carcerario italiano al termine del 2025, segnato da un sovraffollamento record di oltre 17.000 detenuti oltre la capienza e da ben 80 suicidi. Nonostante gli appelli del Papa e del Presidente Mattarella, le condizioni igienico-sanitarie restano critiche e il 'Decreto Carceri' del 2024 si è rivelato inefficace nel fornire soluzioni concrete. La carenza di personale e la negazione del diritto alla salute trasformano le strutture in luoghi di sofferenza e abbandono piuttosto che di riabilitazione. Tutto ciò evidenzia la necessità urgente di riforme strutturali per evitare che il sistema penitenziario collassi definitivamente trasformandosi in una mera discarica sociale.
L'articolo denuncia la crisi del sistema carcerario italiano, definita un'emergenza negata dalla politica, come evidenziato nel libro di Gianni Alemanno e Fabio Falbo. Ippolito critica il ricorso sistematico a commissari straordinari, sottolineando che i 4.600 nuovi posti previsti entro il 2027 sono insufficienti a colmare un esubero reale di oltre 15.000 detenuti. Tra le cause principali del sovraffollamento vengono indicate l'immigrazione, le tossicodipendenze e l'abuso della custodia cautelare, in un contesto segnato dal tragico record di 80 suicidi nel 2025. Questa situazione evidenzia l'urgenza di riforme strutturali per evitare l'implosione del sistema e nuove sanzioni internazionali.