Carceri, la denuncia dell’Osapp: “238 morti di malasanità penitenziaria nel 2025”
Leo Beneduci (Segretario Generale Osapp)
·
torinoggi.it
·
Riassunto
Leo Beneduci denuncia che i 238 decessi registrati nelle carceri italiane in un anno sono riconducibili a gravi carenze della sanità penitenziaria e non a responsabilità della Polizia Penitenziaria. Il sindacalista critica l'uso improprio dei trasferimenti d'urgenza e la mancanza di mezzi di soccorso adeguati, che costringono gli agenti a operare come infermieri su mezzi non attrezzati. Beneduci rivolge un appello alla premier Meloni e al ministro Nordio per una riforma immediata dei protocolli sanitari e dei trasporti dei detenuti. Questa denuncia evidenzia una crisi profonda nella gestione della salute in carcere, con pesanti ripercussioni sulla sicurezza e sulle risorse pubbliche.
L'articolo analizza la grave crisi del sistema carcerario italiano al termine del 2025, segnato da un sovraffollamento record di oltre 17.000 detenuti oltre la capienza e da ben 80 suicidi. Nonostante gli appelli del Papa e del Presidente Mattarella, le condizioni igienico-sanitarie restano critiche e il 'Decreto Carceri' del 2024 si è rivelato inefficace nel fornire soluzioni concrete. La carenza di personale e la negazione del diritto alla salute trasformano le strutture in luoghi di sofferenza e abbandono piuttosto che di riabilitazione. Tutto ciò evidenzia la necessità urgente di riforme strutturali per evitare che il sistema penitenziario collassi definitivamente trasformandosi in una mera discarica sociale.
Le carceri italiane affrontano un'emergenza sanitaria cronica, segnata da un sovraffollamento medio del 138% e un numero allarmante di suicidi e decessi. La carenza di personale sanitario e le pessime condizioni igienico-strutturali favoriscono l'insorgere di gravi disturbi mentali e l'abuso di farmaci tra i detenuti. Nonostante i diritti garantiti dalla Costituzione, la mancanza di coordinamento tra amministrazioni rende difficile l'accesso alle cure e ai percorsi di rieducazione. Questa situazione evidenzia la necessità urgente di riforme per allineare il sistema penitenziario italiano agli standard internazionali e ai principi di umanità.
Le carceri italiane affrontano un'emergenza senza precedenti, con un tasso di sovraffollamento del 137,8% e punte critiche oltre il 200% in diverse strutture. L'articolo denuncia come il decreto Caivano abbia aggravato la situazione anche negli istituti minorili, mentre la carenza di agenti e personale sanitario rende il sistema vicino al collasso. Marcello Buttazzo critica l'inefficacia delle misure governative, evidenziando la trasformazione dei penitenziari in luoghi di abbandono per detenuti con disturbi psichici e dipendenze. Questa situazione evidenzia una crisi sistemica che richiede un'assunzione di responsabilità urgente da parte delle istituzioni per evitare una deriva umanitaria.