Decreto sicurezza a inizio febbraio senza le strette su minori e coltelli

Riassunto

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha annunciato che il nuovo decreto Sicurezza, composto da 25 articoli, sarà varato all’inizio di febbraio focalizzandosi su sicurezza urbana e potenziamento dei controlli. Per rispettare i requisiti di 'necessità e urgenza', Palazzo Chigi ha escluso dal testo le norme più controverse, come lo scudo penale per le forze dell'ordine e la stretta sulle manifestazioni, che saranno invece inserite in un disegno di legge separato. Il provvedimento introdurrà zone a vigilanza rafforzata, il riconoscimento biometrico negli stadi e nuove regole per la gestione dei rimpatri degli stranieri. Parallelamente, il governo ha avviato le trattative per il rinnovo contrattuale del comparto Difesa e Sicurezza, prevedendo aumenti retributivi per circa 500.000 addetti. Questa strategia evidenzia il tentativo dell'esecutivo di bilanciare le pressioni politiche della maggioranza con la rigorosa cornice costituzionale imposta dal Quirinale.

di Simone Canettieri
Corriere della Sera, 27 gennaio 2026
La scelta di Palazzo Chigi e Viminale. Le misure che la Lega voleva subito saranno poi nel ddl. Il nuovo decreto Sicurezza vedrà la luce “la prima settimana di febbraio”, ha annunciato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. E alla fine, salvo sorprese, sarà confermato l’impianto che il Viminale aveva inviato a Palazzo Chigi una settimana fa. Nel decreto - 25 articoli - non ci saranno le strette sulle manifestazioni, le sanzioni amministrative per le famiglie dei minori che commettono reati, lo stop ai coltelli facili e lo “scudo penale” per le forze dell’ordine. Sono tutte norme che resteranno nell’altro pacchetto Sicurezza (40 articoli) presentato da Piantedosi, ma sotto forma di disegno di legge.
La “cautela” giuridica del ministero dell’Interno viene così confermata, visto che qualsiasi decreto, come si sa, ha bisogno dei requisiti “di necessità e urgenza”, imposti dalla Costituzione, ergo dal Quirinale. Morale: il battage di Matteo Salvini e della Lega degli ultimi giorni per arrivare a un “super decreto”, anche sulla scia degli ultimi fatti di cronaca legati alle baby gang, sembra registrare una sostanziale frenata. Il tutto in un asse fra Quirinale e Viminale, con il via libera di Palazzo Chigi. Il Corriere ha visionato la bozza, l’ultima, del decreto che sarà approvato dal Consiglio dei ministri a cavallo con l’inaugurazione delle Olimpiadi invernali.
Il testo - su proposta della presidenza, dei ministri dell’Interno, della Giustizia, della Difesa e dell’Economia - prevede le zone rosse o “a vigilanza rafforzata”, il potenziamento delle iniziative in materia di sicurezza urbana e dei presidi di polizia sul territorio. E poi: il riconoscimento biometrico a posteriori negli stadi, il potenziamento della vigilanza dei litorali, le operazioni sotto copertura per la sicurezza delle carceri, il rafforzamento della sicurezza nelle reti ferroviarie e marittime con raccolta di dati interforze. Sono previste anche “norme urgenti concernenti il funzionamento delle strutture dedicate al trattenimento degli stranieri”. Con una parte legata ai diritti delle persone. Il governo interverrà anche sulle leggi “in materia di respingimento alla frontiera, espulsione e rimpatrio”. La parte finale del decreto riguarderà invece le carriere e i concorsi di polizia, finanza, carabinieri e penitenziaria.
Fin qui l’ultima bozza visionata dal Corriere che, appunto, non contempla gran parte delle norme che reclamava il centrodestra, a partire dalla Lega, con una certa urgenza. Provvedimenti destinati a finire in un disegno di legge. Tuttavia la sicurezza si conferma un tema caldo e “attenzionato” per il governo Meloni. Ieri il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha aperto il tavolo per il rinnovo del contratto del comparto Sicurezza e Difesa relativo al triennio 2025-2027. Riguarda circa 500mila persone. “Ho voluto imprimere una forte accelerazione all’avvio delle procedure negoziali perché ritengo prioritario mettere le donne e gli uomini in divisa nelle condizioni di svolgere al meglio il proprio lavoro al servizio dei territori e della sicurezza dei cittadini”, ha spiegato il ministro di Forza Italia, titolare della Pa. A Palazzo Vidoni, oltre al padrone di casa, c’erano anche i ministri Crosetto e Piantedosi insieme a 39 sigle sindacali. Le risorse destinate al rinnovo, stanziate dalla legge di bilancio 2025, consentono un incremento retributivo complessivo pari al 5,4% a regime dal 2027.