Rieti. Stallo sul Garante comunale dei detenuti. “È l’anno l’unità di misura del tempo?”
Sabina Radicale
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sabiniatv.it
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Riassunto
L'articolo analizza lo stallo politico che da due anni impedisce la nomina del Garante comunale per i diritti dei detenuti a Rieti, nonostante la necessità evidenziata da tragici eventi passati. Il ritardo è attribuito a divisioni interne alla maggioranza comunale, che lasciano il penitenziario in una condizione di grave isolamento sociale e geografico. Nonostante l'impegno di realtà della società civile per l'inserimento lavorativo, come l'Associazione Seconda Chance, la mancanza di una figura istituzionale di coordinamento tra città e carcere resta una criticità irrisolta. L'autrice conclude rivolgendo un appello al Consiglio Comunale affinché superi le divergenze politiche per dare finalmente attuazione a questo ruolo fondamentale di garanzia.
L'articolo denuncia il contrasto tra il messaggio di speranza del Giubileo e la drammatica realtà delle carceri italiane, segnate da un preoccupante aumento di suicidi e da un cronico sovraffollamento. Nonostante gli appelli di Papa Francesco per l'amnistia e i richiami del Presidente Mattarella sulla funzione rieducativa della pena, le istituzioni non hanno adottato iniziative concrete. La Chiesa e diverse autorità morali criticano una deriva repressiva che privilegia la vendetta sociale rispetto al reinserimento dei detenuti, contravvenendo ai principi costituzionali. Questa situazione evidenzia una crisi di umanità e legalità che richiede un intervento politico urgente e strutturale.
L’articolo denuncia la drammatica situazione delle carceri italiane, segnata da un preoccupante numero di suicidi e da un sovraffollamento insostenibile che mina i principi costituzionali. L'autrice evidenzia come le attuali politiche governative si stiano concentrando su misure repressive anziché affrontare la crisi umanitaria e il degrado degli istituti. Numerose associazioni hanno lanciato un appello per chiedere clemenza e riforme urgenti, convocando un'assemblea pubblica a Roma per il 6 febbraio 2026. Questo scenario evidenzia una profonda crisi democratica che richiede un intervento immediato per ripristinare la legalità e la dignità umana nel sistema penitenziario.
L'autore riflette sul "diritto alla speranza" come pilastro della dignità umana, specialmente per chi è privato della libertà, richiamando il messaggio del Giubileo e le sentenze della Corte Europea. L'articolo denuncia l'attuale stato d'emergenza delle carceri italiane, segnato da numerosi suicidi, e sostiene la necessità di misure come l'amnistia o l'indulto per ripristinare il senso di umanità previsto dalla Costituzione. Attraverso le parole di Papa Francesco, Grenci invita a superare l'indifferenza sociale che spesso trasforma la pena in un mero supplizio privo di finalità rieducativa. Questo appello sottolinea l'urgenza di riportare la legalità e la speranza all'interno del sistema penitenziario italiano.