Reati ostativi, no alla retroattività. Promossa la riforma del 2022

Riassunto

La Corte europea dei diritti dell'uomo ha stabilito che l'applicazione retroattiva del regime di ergastolo ostativo per reati commessi prima del 1991 viola la Convenzione europea, poiché rendeva la pena imprevedibile e di fatto irriducibile. Sebbene la riforma italiana del 2022 abbia sanato tale incompatibilità introducendo una reale prospettiva di liberazione condizionale, la violazione è stata confermata per tutto il periodo detentivo precedente. Di conseguenza, la sentenza apre la strada a potenziali ricorsi per i detenuti che hanno subito lo stesso trattamento prima della riforma del 2022. Questo verdetto evidenzia una questione estremamente critica per il sistema penale italiano in merito al rispetto del principio di non retroattività delle norme penali.

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