Padova. I detenuti protestano per il freddo. Bincoletto: “Sovraffollamento peggiora la situazione”

Riassunto

Antonio Bincoletto, Garante dei detenuti di Padova, denuncia condizioni critiche negli istituti penitenziari cittadini a causa di un sovraffollamento senza precedenti e delle temperature eccessivamente basse nelle celle. Durante recenti visite al Due Palazzi, sono stati riscontrati gravi disordini e una gestione problematica dovuta alla convivenza forzata di diverse tipologie di detenuti in spazi di isolamento ristretti. Anche la Casa circondariale ha raggiunto il record di 269 presenze, spingendo la direzione a richiedere trasferimenti urgenti per garantire la sicurezza di ristretti e operatori. Questa situazione evidenzia l'urgente necessità di interventi strutturali per riportare il sistema carcerario padovano entro i limiti della dignità e della legalità costituzionale.

padovaoggi.it, 13 gennaio 2026
Antonio Bincoletto, Garante comunale di Padova dei detenuti: “Il crescente sovraffollamento presente anche nei due Istituti padovani stia portando inevitabilmente allo scadimento delle condizioni di vita interne sia per le persone detenute che per gli operatori”. “In data 9 gennaio, alle ore 15 mi sono recato con un volontario del mio ufficio nella Casa di reclusione per effettuare i numerosi colloqui richiestimi dalle persone detenute nell’Istituto. Sono passato al 3°, 4°, 5° blocco nei relativi piani, dove ho incontrato alcuni reclusi i quali mi hanno esposto le loro problematiche. Costante è stata la segnalazione del freddo che regna all’interno delle sezioni, sempre più accentuato salendo di piano”. Antonio Bincoletto, Garante comunale di Padova per le persone private di libertà, torna a occuparsi delle condizioni dei detenuti del Due Palazzi.
“Ho verificato di persona nello spazio colloqui, dove ho dovuto indossare il cappotto; gli agenti con cui ho parlato mi hanno confermato che in sezione e nelle camere la temperatura, specie in alcune fasce orarie, è alquanto bassa. Credo che in questo periodo, visto il freddo superiore alla media, sarebbe il caso di mandare il riscaldamento in una fascia oraria più ampia, visto che attualmente i termosifoni si accendono dalle 00 alle 05, dalle 12 alle 14 e dalle 17 alle 24, per un totale di 14 ore al giorno (informazione trasmessa dal Comandante Testa). Quando poi, verso le 17,30, siamo scesi nella 1° sezione, l’abbiamo trovata in uno stato di agitazione generale che ci ha impedito di fare ulteriori colloqui con i ristretti”, racconta Bincoletto. “Dal lato B provenivano urla, rumori di oggetti scagliati e battitura delle sbarre, mentre gli agenti ci informavano animatamente che la situazione era difficile da gestire a causa della compresenza nello stesso blocco chiuso di diverse tipologie di persone poste in isolamento”, fa sapere il Garante.
“In effetti nei giorni precedenti io stesso avevo avuto modo di constatare una tale commistione nel blocco 1B, incontrandovi sia detenuti in regime ex art. 32, sia ristretti in attesa di giudizio provenienti da Milano San Vittore e che da quasi un mese si trovano inspiegabilmente isolati e totalmente inattivi, sia persone con lunghe pene detentive, sia infine un giovane con problemi psichiatrici, da poco giunto da altro Istituto, che minacciava il suicidio. L’occupazione di tutti gli spazi disponibili in una sezione chiusa certo contribuisce a rendere sempre più problematica la gestione anche delle semplici visite mediche e dell’accesso alle docce, come riferitomi dagli agenti. A quanto ho capito l’agitazione e le proteste in atto in quel momento derivavano proprio da questo, e non era la prima volta che succedeva”, evidenzia Bincoletto.
“Mi sono confrontato anche con gli ispettori sopraggiunti, i quali mi hanno rappresentato le difficili condizioni in cui da tempo la polizia penitenziaria si trova a operare. Ho visto gli oggetti distrutti nelle celle (sedie, elementi del bagno) e ho sentito alcuni agenti riferire di essere stati minacciati anche con l’olio bollente. In quel momento nella sezione erano stati introdotti scudi ed equipaggiamenti per interventi di emergenza”, fa notare il Garante.
“In data odierna (12 gennaio 2026) perviene inoltre al mio Ufficio una PEC dalla Casa circondariale, con la quale il Direttore dott. Morante comunica essere stata raggiunta nell’Istituto una quota di sovraffollamento mai toccata in precedenza (269 presenze) e segnala il grave disagio che una tale situazione crea. Chiede perciò “l’immediato trasferimento ad altre sedi di un congruo numero di detenuti” e in ogni caso “urgenti determinazioni” da parte degli organi superiori”, evidenzia Bincoletto.
“Come avevo già pubblicamente messo in evidenza a ottobre 2025, ritengo che il crescente sovraffollamento presente anche nei due Istituti padovani stia portando inevitabilmente allo scadimento delle condizioni di vita interne sia per le persone detenute che per gli operatori, e che sia necessario porre all’attenzione dei responsabili a tutti i livelli il fatto che un’ulteriore degenerazione andrebbe a discapito anzitutto della sicurezza, del rispetto dei diritti fondamentali degli individui, della vocazione trattamentale che da sempre caratterizza la realtà degli Istituti padovani”, fa sapere.
“Raccomandiamo per questo alle autorità competenti d’intervenire affinché si mettano gli Istituti in condizione di espletare la propria missione in maniera adeguata, o quantomeno di evidenziare ai livelli superiori le carenze presenti, sollecitando congrue azioni volte a deflazionare le presenze, prevenendo in tal modo disordini e proteste e garantire condizioni di vita interna accettabili per detenuti e lavoratori, anche nel clima freddo di questi giorni. E’ fondamentale riportare alla normalità, in coerenza con il dettato costituzionale e la legislazione internazionale, il funzionamento dell’esecuzione penale e il lavoro quotidiano degli operatori”, conclude Bincoletto.