Santa Maria Capua Vetere (Ce). “Così, insieme a studenti e detenuti, disegno il murale più grande del mondo”
Manuela Galletta
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La Stampa
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Riassunto
L'artista Alessandro Ciambrone ha realizzato un murale da record sul perimetro del carcere di Santa Maria Capua Vetere, intitolato "Muro della libertà". L'opera, che inizialmente ha visto Ciambrone dipingere in solitaria oltre 5.500 metri quadrati, si evolve ora in un progetto collettivo che coinvolge studenti, professionisti e detenuti. Attraverso colori e citazioni sui diritti umani, l'iniziativa mira a trasformare il muro di cinta in un ponte di comunicazione tra il mondo esterno e l'istituto penitenziario. Questo progetto sottolinea il ruolo fondamentale dell'arte come strumento di rieducazione e inclusione sociale, evidenziando come la creatività possa favorire il dialogo tra la società civile e il sistema carcerario.
Pastificio Futuro è un laboratorio di pasta artigianale nato presso il carcere minorile di Casal del Marmo a Roma per offrire formazione e lavoro regolare ai giovani detenuti. Ispirato dall'incontro tra Papa Francesco e il cappellano don Gaetano Greco, il progetto punta al reinserimento sociale attraverso l'apprendimento di un mestiere e la responsabilità condivisa. L'iniziativa, simboleggiata da un murale colorato sulle mura di cinta, trasforma il concetto di pena in un percorso di riscatto e speranza. Questo progetto dimostra come il lavoro dignitoso rappresenti uno strumento fondamentale per abbattere le barriere del pregiudizio e costruire un futuro reale per i giovani in uscita dal sistema penale.
La mostra 'L’arte come spazio di libertà' è stata inaugurata nella sala consiliare di Pescara e presenta i dipinti realizzati dai detenuti del carcere locale nell'ambito di un progetto di arteterapia. L'iniziativa, curata dalla psicologa Arianna Salviani e supportata dall'associazione Cuav Cambiamenti, mira a utilizzare l'espressione artistica come strumento di riabilitazione e riflessione interiore. L'esposizione, visitabile fino ai primi di febbraio il martedì e il giovedì pomeriggio, sottolinea l'importanza di mantenere un legame vivo tra la comunità esterna e la realtà carceraria. Questo progetto evidenzia come l'arte possa fungere da ponte fondamentale per il reinserimento sociale e la tutela della dignità umana dei detenuti.
A Milano è stata inaugurata la prima delle dieci "Porte della Speranza", un’installazione monumentale di Michele De Lucchi posta davanti al carcere di San Vittore per favorire il dialogo tra arte, società e sistema penitenziario. Il progetto, promosso dalla Santa Sede in collaborazione con il DAP, coinvolgerà diverse città italiane e internazionali attraverso opere di grandi creativi e laboratori educativi per i detenuti. L'opera di De Lucchi, una porta aperta in legno priva di mura, simboleggia un percorso di trasformazione e rinascita accessibile a tutti. Questa iniziativa sottolinea il valore della creatività come strumento essenziale per la riabilitazione e il reinserimento sociale.