Roma. “A Rebibbia celle senza vetri alle finestre, con questo freddo situazione drammatica”

Riassunto

Il Garante per i diritti dei detenuti del Lazio, Stefano Anastasìa, ha denunciato le condizioni critiche del carcere di Rebibbia, segnato da un sovraffollamento di 1.670 persone su 1.000 posti disponibili. Tra i problemi principali figurano la carenza di arredi di base, che costringe molti detenuti a mangiare in piedi, e la scarsa manutenzione degli infissi che lascia le celle esposte al freddo invernale. Il garante sottolinea inoltre come l'eccesso di presenze renda insufficiente il numero di medici ed educatori, calcolato su una capienza molto inferiore. Questa situazione drammatica mette in luce l'urgenza di affrontare la crisi strutturale e il sovraffollamento cronico del sistema penitenziario italiano.

di Maria Vera Genchi
romatoday.it, 15 gennaio 2026
Il Garante per i diritti dei detenuti del Lazio, Stefano Anastasìa, durante la visita alla mostra “Hyperlocal Rebibbia”, ha spiegato a RomaToday le criticità del carcere romano, tra sovraffollamento e mancata manutenzione. Qui in molte celle mancano le sedie e i detenuti mangiano in piedi. “Nelle stanze progettate per quattro ci sono quattro sgabelli anche se i detenuti sono sei. Ciò significa che i sei detenuti non possono sedersi tutti insieme per pranzare o per cenare dentro la loro cella”. A parlare è Stefano Anastasìa, dal 2016 garante per i diritti dei detenuti del Lazio.
L’abbiamo incontrato durante la visita a “Hyperlocal Rebibbia”, un progetto editoriale e artistico che racconta le storie e la quotidianità dei detenuti, diventato anche una mostra di circa cinquanta pannelli visitabile all’interno dell’istituto penitenziario.
Al margine della visita, Anastasìa si è soffermato su quello che, a detta dello stesso, è la “causa di tutti i mali”, ovvero il sovraffollamento. “Nel carcere di Rebibbia - ha spiegato - siamo arrivati a 1670 detenuti per circa 1000 posti detentivi - spiega - Abbiamo 600 detenuti in più di quanti possano effettivamente starci”. “Giusto la corsa settimana con la collega comunale, abbiamo visitato tutte le sezioni dell’istituto - continua - abbiamo fatto addirittura il censimento di quanti sgabelli mancano perché dentro la gran parte delle stanze non ci sono sgabelli sufficienti per mangiare e cenare seduti”.
Nel quadro delineato dal garante anche i problemi di manutenzione delle strutture: “Molti infissi sono rimasti quelli degli anni 70, con tutte le precarietà del caso. In alcuni casi mancano proprio i vetri nelle finestre, i detenuti mettono qualsiasi cosa pur di proteggersi dal freddo, asciugamani, coperte. Ma resta il fatto che in inverno non si può stare così. La situazione è drammatica”.
Ma il sovraffollamento non porta solo alla diminuzione degli spazi: “Porta anche a una carenza di personale - continua il garante - perché il personale che c’è è tutto personale che è stato programmato su una capienza ottimale che è di 600 persone in meno di quanto sono ora. Se ci sono 600 detenuti in più, significa che i medici, i sanitari, gli educatori debbono seguire e assistere 600 persone in più”.