Bari. Detenuto per l’omicidio della moglie morì in carcere: non fu suicidio, un arresto

Riassunto

Giuseppe Lacarpia, inizialmente ritenuto morto per suicidio nel carcere di Bari nell'ottobre 2024, è stato in realtà ucciso, portando all'arresto di due uomini per omicidio e tentato omicidio. L'uomo si trovava in cella con l'accusa di aver ucciso brutalmente la moglie Maria Arcangela Turturo poche settimane prima del decesso. Le indagini hanno ribaltato la versione iniziale, confermando che la morte è avvenuta per mano di altri detenuti e non per un gesto volontario. Questo caso mette in luce la gravità della violenza tra detenuti e solleva interrogativi critici sulla sicurezza all'interno degli istituti penitenziari italiani.

tgcom24.mediaset.it, 15 gennaio 2026
Giuseppe Lacarpia fu trovato morto la notte tra il 22 e il 23 ottobre del 2024 nella sua cella. Su richiesta della Procura, sono stati eseguiti dalla polizia di Bari gli arresti di due uomini ritenuti entrambi responsabili di tentato omicidio, mentre uno è accusato anche di omicidio. I reati contestati sono stati commessi all’interno del carcere di Bari a ottobre del 2024. Vittima dell’omicidio il 65enne Giuseppe Lacarpia, arrestato per aver ucciso nel 2024 la moglie Maria Arcangela Turturo. Il detenuto, si è scoperto ora, non si suicidò, ma fu ucciso. La notizia è emersa dopo i due arresti. Il 65enne di Gravina di Puglia finì in carcere il 6 ottobre del 2024 con l’accusa di omicidio premeditato, aggravato dalla crudeltà: prima avrebbe tentato di dare fuoco alla moglie mentre la donna si trovava in macchina, poi l’avrebbe uccisa a mani nude. Fu trovato morto la notte tra il 22 e il 23 ottobre del 2024 nella sua cella del carcere di Bari e l’ipotesi iniziale fu quella del suicidio. Alla notizia della morte del padre, la figlia commentò con emoticon festanti, sui social.