Asti. “Troppi punti oscuri sul suicidio in carcere di Christian Guercio”

Riassunto

Il suicidio di Christian Guercio nel carcere di Asti è diventato oggetto di un'interrogazione parlamentare presentata da Ilaria Cucchi e Marco Grimaldi (AVS). L'uomo, affetto da problemi di tossicodipendenza e depressione, era stato incarcerato per resistenza a pubblico ufficiale dopo una crisi sanitaria, anziché essere affidato a cure psichiatriche. La vicenda solleva gravi interrogativi sulla gestione dei soggetti fragili e sulla mancanza di alternative alla detenzione per chi soffre di disturbi mentali. Questo tragico evento evidenzia una criticità profonda nel coordinamento tra sistema sanitario e ordinamento penale italiano.

di Valentina Moro
La Stampa, 15 gennaio 2026
La denuncia di Ilaria Cucchi. Interrogazione parlamentare sul caso firmata dal capogruppo di Avs alla Camera, Marco Grimaldi. Il suicidio avvenuto nel carcere di Quarto ad Asti arriva in Parlamento e sul caso interviene Ilaria Cucchi. La vicenda di Christian Guercio, astigiano di 38 anni con problemi di tossicodipendenza e di depressione, che si è tolto la vita nell’istituto penitenziario di Asti il 29 dicembre finisce al centro di un’interrogazione parlamentare firmata da Marco Grimaldi, capogruppo di Alleanza-Verdi e Sinistra alla Camera. All’uomo, conosciuto in città come dj, era stato diagnosticato un disturbo oppositivo provocatorio ed era seguito dal Serd.
Il giorno di Santo Stefano si era presentato dai genitori in uno stato di crisi, provocato dall’assunzione di droghe e alcol. La famiglia aveva allora chiamato il 118, ma oltre a due ambulanze sono intervenuti i carabinieri e un agente è rimasto ferito al dito. L’uomo è stato portato in Pronto soccorso e, dopo cinque ore, in carcere per resistenza a pubblico ufficiale. Tre giorni dopo, dopo la convalida dell’arresto avvenuta da remoto, la sera si è ucciso.
Le domande senza risposta - “Perché il Pronto Soccorso lo ha dimesso senza una visita psichiatrica, benché si trattasse di un soggetto noto ad Asl e Serd? - chiedono la senatrice di Avs Ilaria Cucchi e Grimaldi - Perché, alle dimissioni, invece di essere sottoposto a un trattamento sanitario in psichiatria, Guercio è stato portato in caserma e poi tradotto al carcere di alta sicurezza di Quarto D’Asti, per presunta resistenza a pubblico ufficiale (un graffio sul dito di un agente durante il fermo)? Perché quel fermo è stato poi convalidato dal Gip, senza prendere in considerazione misure alternative? Perché la famiglia non è stata coinvolta durante queste operazioni e anzi a lungo tenuta all’oscuro di ciò che accadeva? Queste domande ci hanno indotto a depositare un’interrogazione su una vicenda che appare terribile e molto opaca. Al fianco della famiglia di Christian chiediamo verità e giustizia”.
Si muove la politica - Sulla vicenda sono state depositate anche un’interrogazione all’assessorato alla Sanità regionale firmata da Alice Ravinale e una in Consiglio comunale di Asti depositata da Vittoria Briccarello e Mauro Bosia di Uniti si può, Mario Malandrone di Ambiente Asti e Michele Miravalle del Partito Democratico. “Siamo di fronte a un intervento sanitario che si è trasformato in un’operazione di polizia - denuncia Alice Ravinale, capogruppo di Avs a palazzo Lascaris - nei nostri accessi alle carceri incontriamo costantemente “nuovi giunti” con gravi problemi di tossicodipendenza e salute mentale. È il sistema sanitario a doversene fare carico, non il carcere”.
La questione arriverà anche in Consiglio comunale. “Perché non c’è alternativa alle celle per gli arresti temporanei se non quelle in un carcere di media alta sicurezza? - domandano i consiglieri - Perché l’Asl non ha approfondito i pregressi sanitari di Christian? Bisogna affrontare la questioni, in modo che i cittadini e le cittadine con parenti fragili, non debbano aver paura di contattare l’ambulanza in caso di difficoltà”.