Zaccaro: “La politica vuole le mani libere, lo dice pure Nordio”
Conchita Sannino
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La Repubblica
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Riassunto
In questa intervista, il segretario di Area Giovanni Zaccaro critica duramente le posizioni del ministro Nordio, accusandolo di voler limitare il controllo giudiziario sulla politica per aumentarne la libertà d'azione. Zaccaro respinge fermamente l'idea che esistano corruzioni di poco conto, sottolineando che ogni mazzetta rappresenta un tradimento dei doveri pubblici e un danno per i cittadini. Viene inoltre difesa l'operatività del CSM, i cui dati sulle sanzioni disciplinari risultano superiori alla media europea, smentendo le accuse di inefficienza. Questa controversia sottolinea la crescente tensione tra potere politico e magistratura in vista del referendum sulla riforma della giustizia.
Durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario, il Ministro Nordio ha difeso fermamente la riforma sulla separazione delle carriere, definendo infondate le accuse di voler minare l'indipendenza della magistratura e confermando che non si dimetterà in caso di sconfitta al referendum di marzo. Di contro, i vertici della Cassazione e del CSM hanno richiamato alla necessità di preservare l'autonomia della giurisdizione e di fermare lo scontro tra magistratura e politica per non erodere la fiducia dei cittadini. Parallelamente, è emerso il dramma delle condizioni carcerarie, segnate da cinque suicidi solo nel primo mese del 2026. Questo scenario riflette una fase di profonda tensione istituzionale alla vigilia di una consultazione popolare decisiva per l'assetto costituzionale italiano.
Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha aspramente criticato il sistema delle correnti del CSM, accusandolo di impedire la destituzione dei magistrati che commettono errori gravi per via di una 'giustizia domestica'. Al centro del dibattito resta la data del referendum sulla giustizia, prevista per il 22 e 23 marzo, su cui il TAR del Lazio dovrà pronunciarsi definitivamente il 27 gennaio a seguito dei ricorsi presentati dai promotori della raccolta firme. Mentre il governo tira dritto, le opposizioni denunciano un'eccessiva fretta che rischierebbe di soffocare il dibattito pubblico e la partecipazione democratica. Questo scontro mette in luce la profonda tensione istituzionale e politica che accompagna il percorso della riforma costituzionale della giustizia.
In un'intervista al Corriere della Sera, il Ministro della Giustizia Carlo Nordio discute il prossimo referendum sulla riforma della giustizia, previsto per la seconda metà di marzo 2026. Il Ministro critica aspramente l'Associazione Nazionale Magistrati per aver rifiutato un confronto diretto, sostenendo che l'introduzione del sorteggio per il CSM sia il vero punto di rottura. Nordio rassicura inoltre sui tempi della digitalizzazione giudiziaria legata al PNRR, definendo la riforma come una necessaria evoluzione del sistema penale italiano. Questo scontro mette in luce la persistente tensione tra il potere esecutivo e l'ordine giudiziario nel contesto istituzionale italiano.