Velletri (Rm). Il ministro dell’Istruzione Valditara visita il carcere e consegna i diplomi ai detenuti
Luciano Sciurba
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Il Messaggero
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Riassunto
Il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha visitato la Casa Circondariale di Velletri per inaugurare l'anno scolastico 2025-26 e premiare i detenuti che hanno conseguito diplomi in ambito agrario e alberghiero. Durante l'evento, il Ministro ha visitato i laboratori didattici e l'azienda agricola interna, lodando l'impegno degli insegnanti e del personale penitenziario nel promuovere percorsi di studio e formazione. Valditara ha sottolineato come l'istruzione e l'educazione civica siano pilastri fondamentali per la crescita personale e il futuro reinserimento sociale delle persone recluse. Questa iniziativa evidenzia l'importanza del diritto all'istruzione come strumento di riscatto e legalità all'interno del sistema carcerario italiano.
A Pavia sono stati sbloccati i 'protocolli d’inclusione' per i detenuti della casa circondariale di Torre del Gallo, permettendo l'avvio di attività culturali e di pubblica utilità. Lo sblocco è avvenuto a seguito di un’interrogazione parlamentare che ha sollecitato il Ministero della Giustizia a favore di percorsi rieducativi concreti. L’iniziativa punta a migliorare le condizioni di un sistema carcerario attualmente in crisi, caratterizzato da sovraffollamento e tensioni interne. Queste convenzioni mirano a restituire alla pena la sua funzione costituzionale di reinserimento sociale, coinvolgendo attivamente il Comune e gli enti locali nel recupero dei reclusi. Questo provvedimento rappresenta un passo fondamentale per contrastare il degrado degli istituti penitenziari italiani attraverso la dignità e il lavoro.
Il nuovo volume digitale 'La cura educativa in carcere', curato da Corrado Cosenza, esplora il ruolo dell'istruzione come strumento fondamentale per l'umanizzazione della pena e la rieducazione dei detenuti. Attraverso contributi teorici e testimonianze dirette, l'opera analizza come la scuola in contesti detentivi diventi uno spazio di rigenerazione e di riconoscimento della dignità della persona. Il testo affronta nodi complessi come il difficile dialogo tra didattica e trattamento penitenziario, evidenziando la necessità di modelli educativi che riaprano prospettive di futuro. Questa riflessione sottolinea l'importanza vitale dell'istruzione per adempiere alla funzione riabilitativa della pena prevista dal nostro ordinamento.
L'autore analizza la sentenza n. 201 del 2025 della Corte Costituzionale, che ha ripristinato il dovere del magistrato di sorveglianza di valutare le istanze di liberazione anticipata, eliminando i vincoli di inammissibilità introdotti dal recente Decreto Legge 92/2024. La Consulta ha ribadito che la liberazione anticipata non è un semplice premio, ma uno strumento fondamentale per la rieducazione e il reinserimento sociale del detenuto, in linea con i principi di uguaglianza della Costituzione. La decisione sottolinea come lo Stato debba garantire valutazioni periodiche del percorso detentivo per incentivare il cambiamento positivo del condannato. Questa pronuncia riafferma con forza la funzione rieducativa della pena contro le tendenze puramente punitive della legislazione attuale.