Santa Maria Capua Vetere (Ce). Il Garante dei detenuti: “Criticità su salute e attività sociali”
Riassunto
Il Garante regionale Samuele Ciambriello ha visitato il carcere di Santa Maria Capua Vetere per monitorare le condizioni dei detenuti e inaugurare il progetto artistico 'Muro della Libertà'. Durante i colloqui sono emerse gravi criticità legate alla salute, con oltre la metà delle visite specialistiche annullate per mancanza di scorte della polizia penitenziaria, e alla carenza di attività rieducative nel reparto di alta sicurezza. Ciambriello ha denunciato come queste mancanze compromettano diritti costituzionali fondamentali e il percorso di reinserimento sociale dei ristretti. La situazione evidenzia l'urgente necessità di un potenziamento organico e di maggiori investimenti nel trattamento penitenziario.
Il Garante campano dei diritti dei detenuti, Samuele Ciambriello, ha effettuato una visita istituzionale al carcere di Santa Maria Capua Vetere. La visita è iniziata con un incontro con la direttrice del carcere Donatella Rotundo, il maestro Alessandro Ciambrone, che ha realizzato un murale sulla facciata della struttura, e un gruppo di giovani rotariani della provincia di Caserta, da tempo impegnati in un progetto artistico e simbolico all’interno dell’istituto. I giovani hanno proseguito il lavoro di pittura sul murale, chiamato Muro della Libertà, arricchendolo con frasi che identificano i rispettivi enti di appartenenza. Il muro richiama inni alla pace, ai diritti umani, alla solidarietà, alla valorizzazione delle identità culturali, all’inclusione e alla fraternità tra i popoli.
Successivamente, il garante ha svolto colloqui con i detenuti di vari reparti, accogliendo segnalazioni, richieste e bisogni delle persone ristrette. “Dai colloqui - ha detto Ciambriello - sono emersi due temi centrali e particolarmente critici. Il primo riguarda il diritto alla salute. Quotidianamente la direzione sanitaria dell’istituto programma visite specialistiche esterne, comprese quelle previste per la giornata odierna; tuttavia, oltre la metà di tali visite non viene effettuata a causa della carenza di scorte della polizia penitenziaria, determinando una grave compressione di un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione. Il secondo tema concerne le attività sociali e rieducative, in particolare nell’area dell’alta sicurezza. I detenuti del reparto Tamigi, circa 180 persone, hanno segnalato la persistente assenza di attività culturali, integrative, sociali e lavorative, elementi essenziali per il trattamento rieducativo e per il mantenimento di un equilibrio umano e relazionale all’interno della detenzione”