Santa Maria Capua Vetere (Ce). Il Garante dei detenuti: “Criticità su salute e attività sociali”

Riassunto

Il Garante regionale Samuele Ciambriello ha visitato il carcere di Santa Maria Capua Vetere per monitorare le condizioni dei detenuti e inaugurare il progetto artistico 'Muro della Libertà'. Durante i colloqui sono emerse gravi criticità legate alla salute, con oltre la metà delle visite specialistiche annullate per mancanza di scorte della polizia penitenziaria, e alla carenza di attività rieducative nel reparto di alta sicurezza. Ciambriello ha denunciato come queste mancanze compromettano diritti costituzionali fondamentali e il percorso di reinserimento sociale dei ristretti. La situazione evidenzia l'urgente necessità di un potenziamento organico e di maggiori investimenti nel trattamento penitenziario.

ecaserta.com, 16 gennaio 2026
Il Garante campano dei diritti dei detenuti, Samuele Ciambriello, ha effettuato una visita istituzionale al carcere di Santa Maria Capua Vetere. La visita è iniziata con un incontro con la direttrice del carcere Donatella Rotundo, il maestro Alessandro Ciambrone, che ha realizzato un murale sulla facciata della struttura, e un gruppo di giovani rotariani della provincia di Caserta, da tempo impegnati in un progetto artistico e simbolico all’interno dell’istituto. I giovani hanno proseguito il lavoro di pittura sul murale, chiamato Muro della Libertà, arricchendolo con frasi che identificano i rispettivi enti di appartenenza. Il muro richiama inni alla pace, ai diritti umani, alla solidarietà, alla valorizzazione delle identità culturali, all’inclusione e alla fraternità tra i popoli.
Successivamente, il garante ha svolto colloqui con i detenuti di vari reparti, accogliendo segnalazioni, richieste e bisogni delle persone ristrette. “Dai colloqui - ha detto Ciambriello - sono emersi due temi centrali e particolarmente critici. Il primo riguarda il diritto alla salute. Quotidianamente la direzione sanitaria dell’istituto programma visite specialistiche esterne, comprese quelle previste per la giornata odierna; tuttavia, oltre la metà di tali visite non viene effettuata a causa della carenza di scorte della polizia penitenziaria, determinando una grave compressione di un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione. Il secondo tema concerne le attività sociali e rieducative, in particolare nell’area dell’alta sicurezza. I detenuti del reparto Tamigi, circa 180 persone, hanno segnalato la persistente assenza di attività culturali, integrative, sociali e lavorative, elementi essenziali per il trattamento rieducativo e per il mantenimento di un equilibrio umano e relazionale all’interno della detenzione”