Vigevano. Celle vuote e lavori in corso, così il carcere attende il 41bis

Riassunto

Il carcere di Vigevano è attualmente vuoto per consentire i lavori di adeguamento strutturale necessari alla sua trasformazione in un istituto per il regime di 41-bis. La transizione preoccupa il personale della polizia penitenziaria e i volontari, che attendono chiarimenti sulla fine dei cantieri e sulla futura gestione dell'organico sotto il nuovo regime restrittivo. Al momento la direzione è affidata pro tempore a Davide Pisapia, in attesa che le procedure ministeriali portino alla nomina di un nuovo dirigente. Questa trasformazione evidenzia le sfide logistiche e gestionali che il sistema penitenziario deve affrontare nel convertire strutture verso il regime di carcere duro.

di Edoardo Varese
araldolomellino.it, 16 gennaio 2026
Celle rimaste ormai vuote, con i detenuti trasferiti di volta in volta in altre strutture, tra cui Bollate, Busto Arsizio e Opera e un carcere ormai prossimo a un nuovo inizio. Nel futuro della casa di reclusione di Vigevano è praticamente certo l’arrivo del 41-bis, tanto che nella struttura dei Piccolini procedono i lavori di adeguamento per ospitare reclusi soggetti al “carcere duro”. Un periodo di transizione vissuto con incertezza da volontari e personale della polizia penitenziaria, che attendono sia la fine dei lavori sia di sapere quando effettivamente il 41-bis entrerà in vigore: “In questo momento è come se il carcere fosse chiuso - spiega Michele De Nunzio, segretario regionale dell’Uil Pa Penitenziari - proprio perché è in corso la ristrutturazione dei padiglioni. Non sappiamo ancora quando finiranno, probabilmente tra qualche mese ne sapremo sicuramente di più, anche perché dovremo inevitabilmente riorganizzare il nostro personale. Si dovrà tenere conto delle nostre esigenze, dato che in questi anni abbiamo spesso e volentieri lavorato sotto organico, sottoponendoci anche a turni straordinari. Con un’eventuale conversione della struttura a carcere duro dovremo inevitabilmente far fronte a isolamento, restrizioni dei reclusi ai contatti con l’esterno e difficoltà di gestione all’interno dell’istituto.
Anche Cesare Vailati, volontario della Caritas di Vigevano è in attesa di “sapere quando termineranno gli interventi di riqualificazione. Di sicuro i lavori non finiranno a febbraio, penso che sarà necessario qualche mese in più, dato che ci troviamo davanti a qualcosa di importante per il futuro della struttura circondariale di Vigevano. Ora come ora è praticamente tutto vuoto. Di fatto non ci sono più detenuti e le uniche persone che si vedono sono gli operai che stanno svolgendo i lavori”. Gli interventi sono stati assegnati alla Tecnoedi Costruzioni s.r.l. di Cirié (Torino), che la scorsa estate si era aggiudicata l’appalto di 986.259 euro.
Per quanto riguarda l’incarico di direzione, invece, la struttura dei Piccolini è ancora in attesa di una nomina. L’incarico, dopo il trasferimento di Rosalia Marino al carcere di Opera, è affidato pro tempore a Davide Pisapia, che dirige anche la Casa circondariale di Voghera. Il nuovo direttore ad ogni modo arriverà non appena finiranno gli interpelli, vale a dire quelle procedure che il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) usa per raccogliere le manifestazioni d’interesse da parte di dirigenti penitenziari.