Impunito e assolto, “trumpizzazione” dello sbirro
Riassunto
L'autore critica aspramente il nuovo pacchetto sicurezza del governo, definendolo una "trumpizzazione" del diritto che mira a ridurre drasticamente il controllo giudiziario sulle azioni dell'esecutivo e della polizia. L'articolo evidenzia l'inasprimento sproporzionato delle pene per i furti, il controverso blocco navale e le misure repressive contro attivisti e minori, denunciando una violazione dei principi costituzionali e internazionali. Viene inoltre contestata la proposta di garantire una sorta di impunità alle forze dell'ordine, limitando l'obbligatorietà dell'azione penale in casi di legittima difesa o adempimento del dovere. Questo scenario evidenzia un rischio concreto per la tenuta dello stato di diritto e la protezione delle libertà civili in Italia.
Il Manifesto, 16 gennaio 2026
Se il presidente Usa è indifferente al diritto, da noi si vuole brutalizzare la legge in modo che si anestetizzi quella noiosa forma di limite che si chiama controllo giudiziario. Mentre a Strasburgo i giudici della Corte europea dei diritti dell’uomo condannano l’Italia per la morte violenta di Riccardo Magherini nelle mani della polizia, il governo prepara il secondo più grave attacco alla libertà di protesta della storia repubblicana. Il primo è stato inferto lo scorso giugno, quando è stato definitivamente approvato il precedente pacchetto sicurezza. Il secondo si compone di due nuove testi preannunciati dal governo che confluiranno in un decreto legge e in un disegno di legge. Se dovessimo graduare l’intensità repressiva dei due provvedimenti potremmo dire che ciò che è palesemente illegittimo è destinato al disegno di legge e sarà strumento della prossima lunga campagna elettorale.
L’insieme delle due proposte governative trumpizza la legislazione italiana. Se il presidente Usa è indifferente al diritto, da noi si vuole brutalizzare la legge in modo che si anestetizzi quella noiosa forma di limite che si chiama controllo giudiziario. È un insieme di disposizioni assurde, fobiche contro tutti quelli che “danno fastidio”: ladri, immigrati, minorenni e attivisti sociali, pericolosamente messi insieme. Contemporaneamente vi sono disposizioni dirette a trasformare il poliziotto, genericamente inteso, in una sorta di Napoleone immune e impunito. Provo a spiegare in poche parole quali sono le norme meno digeribili.
Parto dal ladro: in base al disegno di legge, chi commette un furto in appartamento potrebbe subire una pena fino a dieci anni, ai livelli sanzionatori della violenza sessuale, della tortura o del disastro ambientale che mette a rischio l’intero ecosistema. Neanche il giurista fascista Alfredo Rocco aveva osato tanto. Il principio di proporzionalità è vergognosamente vilipeso. Come sempre gli immigrati sono la principale fonte di preoccupazione e interesse elettorale delle destre al governo. Lo sono al punto da prevedere il blocco navale temporaneo, deciso dall’esecutivo e senza controllo giurisdizionale. Già immagino un bel plastico a Porta a porta con tutte le barche di migranti potenzialmente respinte e affondate. Peccato che è una disposizione che, disprezzando il diritto internazionale del mare, è del tutto illegittima in base alla gerarchia delle fonti presenti in Costituzione.
Tra le tante norme presenti nel decreto legge che prendono di mira i migranti, negando diritti e riducendoli a merce, vi è quella che prevede una delega al governo per regolamentare la vita nei Cpr, come richiesto dalla Corte costituzionale. Su questo va chiarito da subito che è ingiustificabile, e dunque illegittimo, ogni trattamento dello straniero internato deteriore rispetto al detenuto rinchiuso in una prigione.
I minorenni sono trattati solo come un problema penale. Nel disegno di legge si dedica una norma alla prevenzione della violenza giovanile, ma solo attraverso misure di polizia rivolte finanche verso bambini di dodici anni. Un’idea di prevenzione medievale. Ovviamente un ampio spazio è dedicato a chi protesta, agli attivisti, a chi partecipa alle manifestazioni di piazza. Sono previste perquisizioni straordinarie e fermi di polizia fino a dodici lunghe ore, rigorosamente senza controllo giurisdizionale. Siamo ben oltre la legge Reale che negli Anni 70 volle normalizzare i movimenti di piazza con il pugno di ferro.
Infine, si delinea la figura del super poliziotto. Categoria estranea alle democrazie liberali. C’è una norma che pare scritta direttamente dall’ex ministro dell’Interno Salvini. E che sarà oggetto della sua personale campagna elettorale. La norma prevede che il pubblico ministero non indaghi un cittadino o un poliziotto che uccidono, feriscono, sparano, qualora lo facciano per legittima difesa il primo e nell’adempimento del dovere il secondo. Propaganda incostituzionale, pericolosa, che suggella la degradazione del pm a poliziotto, così mandando definitivamente a benedire l’obbligatorietà dell’azione penale.