La presidente del Tribunale per i minori: “Reati triplicati, ragazzi devastati dalle droghe”
Giuliana Ubbiali
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Corriere della Sera
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Riassunto
Laura D’Urbino, presidente del Tribunale dei minori di Brescia, descrive una crescita preoccupante della criminalità giovanile legata a fragilità psicologiche e all'abuso di sostanze come Rivotril e Lyrica. L'intervista evidenzia come molti ragazzi commettano reati gravi in stato di incoscienza, spesso senza la possibilità di accedere a comunità terapeutiche adeguate a causa della cronica mancanza di risorse e strutture specializzate. Il sistema giudiziario minorile, gravato da una carenza del 40% del personale, si trova spesso costretto a ricorrere al carcere come unica soluzione residua per i casi più complessi. Questa situazione sottolinea la necessità critica di investire nella prevenzione e in percorsi di cura per evitare che il disagio giovanile si trasformi in una emergenza sociale permanente.
Le relazioni delle Corti d’appello italiane segnalano un aumento allarmante della criminalità minorile, con incrementi significativi in reati violenti e legati allo spaccio. In città come Roma e Milano, le detenzioni di under 18 sono cresciute esponenzialmente, portando a gravi problemi di sovraffollamento e condizioni degradate negli istituti penali. Fenomeni come la dispersione scolastica e la difficile integrazione dei minori stranieri sono indicati tra le cause principali di questa deriva. Il rapporto di Antigone evidenzia inoltre la carenza di attività educative e l’uso eccessivo di psicofarmaci nelle carceri. Questa situazione sottolinea l’urgenza di interventi preventivi e di una revisione del sistema educativo e detentivo minorile.
L'articolo analizza l'allarmante aumento della criminalità minorile in Italia, evidenziando una crescita di rapine, violenze sessuali e dell'uso di armi bianche tra gli under 18. I magistrati segnalano come il "decreto Caivano" stia portando al sovraffollamento delle carceri minorili, mentre mancano risorse per comunità e programmi di accoglienza adeguati. Il fenomeno riflette un profondo disagio sociale legato all'abbandono scolastico e a carenze educative, rendendo le risposte puramente punitive spesso insufficienti. Questa situazione pone l'accento sulla necessità critica di riforme che integrino prevenzione sociale e supporto psicologico nel sistema penale minorile.
L'apertura dell'anno giudiziario ha evidenziato una grave carenza di personale e un allarmante incremento della criminalità minorile, con una crescita significativa di reati sessuali e violenze tra gli under 18. Da Nord a Sud, i magistrati segnalano la diffusione di armi tra i giovanissimi, il disagio dei minori non accompagnati e l'impatto della dispersione scolastica sulla devianza sociale. Parallelamente, restano critici i dati sui femminicidi e la capacità delle organizzazioni mafiose di infiltrarsi capillarmente nel tessuto economico nazionale. Questa situazione sottolinea l'urgenza di interventi strutturali che integrino giustizia e politiche sociali per contrastare la crescente violenza giovanile.