Calabria. “Dignità, sicurezza, diritti: il carcere come specchio della democrazia”
Elisa Barresi
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ilreggino.it
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Riassunto
Giovanna Francesca Russo, Garante regionale della Calabria, ha assunto il ruolo di Coordinatrice nazionale dei Garanti regionali con l'obiettivo di uniformare gli standard di tutela dei detenuti in tutta Italia. In un'intervista, Russo sottolinea che il rispetto dei diritti fondamentali non si oppone alla sicurezza, ma è uno strumento essenziale per ridurne le tensioni e prevenire la recidiva. Le priorità individuate riguardano il potenziamento della sanità penitenziaria tramite la telemedicina e una riorganizzazione strutturale necessaria per contrastare l'influenza della criminalità organizzata. Questo approccio, basato sulla misurazione dei risultati e la responsabilità istituzionale, mira a trasformare le eccellenze locali in modelli nazionali replicabili. Ciò evidenzia come un coordinamento armonizzato sia fondamentale per garantire la dignità umana e la legalità all'interno del sistema carcerario italiano.
A Reggio Calabria, un nuovo protocollo promosso dalla prefettura mira a favorire il reinserimento sociale dei detenuti attraverso il lavoro esterno e la formazione professionale. L'iniziativa coinvolge diversi attori economici e istituzionali, portando già ai primi risultati concreti come tirocini e contratti di lavoro per abbattere la recidiva. Oltre all'occupazione, il dibattito evidenzia la necessità di migliorare l'assistenza sanitaria e affrontare il sovraffollamento per tutelare la dignità delle persone recluse. Questo progetto sottolinea l'importanza di costruire ponti tra carcere e mondo produttivo per una reale funzione rieducativa della pena.
L'evento 'Oltre le mura' ad Avellino ha denunciato le criticità del sistema carcerario italiano, focalizzandosi sul dramma della detenzione femminile e dei bambini ristretti nell'Icam di Lauro. La criminologa Claudia Cavallo ha evidenziato un sovraffollamento nazionale del 139%, richiamando il rispetto degli articoli 27 e 32 della Costituzione sulla rieducazione e il diritto alla salute. È stata criticata l'inefficacia delle riforme Cartabia e Nordio, proponendo amnistia e indulto come uniche soluzioni reali per decongestionare le strutture. La situazione descritta evidenzia una violazione sistematica della dignità umana che richiede un intervento legislativo immediato, specialmente a tutela dei minori nati in carcere.
Carmen D’Anzi, Garante della Provincia di Potenza, ha discusso le criticità delle carceri italiane, come sovraffollamento e carenza di personale, durante un incontro a Melfi. Ha sottolineato che l'istruzione e il lavoro riducono drasticamente la recidiva, citando dati che vedono il tasso scendere al 3-7% per chi accede ai percorsi rieducativi. Nonostante i benefici della Legge Smuraglia, attualmente solo il 32% dei detenuti lavora, principalmente per l'amministrazione penitenziaria. Questa situazione richiama la necessità di una maggiore collaborazione tra istituzioni e territorio per garantire la funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione.