Valditara e i metal detector: “Consentire ai presidi l’uso nelle scuole a rischio”

Riassunto

Il Ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha proposto l'installazione di metal detector nelle scuole a rischio per contrastare la violenza e l'uso di armi tra i giovani, a seguito di un accoltellamento avvenuto a La Spezia. Il Ministro sottolinea la necessità di una 'rivoluzione culturale' che ripristini il rispetto dell'autorità e il senso del dovere, criticando un approccio educativo che ritiene eccessivamente sbilanciato sui soli diritti. Oltre alle sanzioni, l'obiettivo è promuovere la maturità e la responsabilità degli studenti per eradicare il fenomeno della violenza anche fuori dal contesto scolastico. Questa proposta solleva un dibattito cruciale sulla sicurezza negli istituti e sul ruolo educativo della scuola italiana.

Corriere della Sera, 18 gennaio 2026
Il ministro: bisogna impedire radicalmente che i giovani usino le armi. “Quello che noi possiamo e dobbiamo fare, a mio avviso, in quelle scuole, diciamo, di maggior rischio, dove vi sono delle problematiche, è consentire al preside di installare, magari d’intesa con il prefetto, dei metal detector”: a dirlo è il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara in una intervista a 4 di Sera Weekend, parlando dell’accoltellamento a La Spezia di Abanoub Youssef da parte di un compagno di scuola, Atif Zouhair.
“Noi vogliamo introdurre delle norme che colpiscono chi usa la violenza, che difendono i cittadini dalle aggressioni dei violenti e che ristabiliscono dei principi basilari in una società. Inviterei la sinistra ad abbandonare questi 50 anni di vecchi pregiudizi per cui è tutto repressione. Quindi il divieto è repressione, la sanzione è repressione. Abbiamo sentito dire per tanti anni “vietato vietare”. Il no era demonizzato, i doveri venivano marginalizzati. Una società che ci ha abituato a coltivare soltanto diritti”, ha commentato il ministro parlando del decreto Sicurezza.
Come si può arginare il fenomeno della violenza nelle scuole? “Innanzitutto, impedire radicalmente che i giovani usino le armi - sostiene Valditara. Poi, insistere molto sulla responsabilità, sulla maturità, su una scuola che ti aiuti ad affrontare i problemi, una scuola che ripristini il senso dell’autorità, il rispetto verso l’autorità, un altro dei valori che sono stati devastati negli ultimi 50 anni. Se noi non facciamo una vera e propria rivoluzione culturale rischiamo che il coltello non si porti più a scuola, ma comunque si porti altrove”.