Lo Stato gli ha chiesto di cambiare, ma non è disposto a riconoscere quel cambiamento

Riassunto

L'articolo analizza il caso di Domenico Papalia, detenuto ottantunenne in carcere dal 1977, per riflettere sulla tensione tra la funzione rieducativa della pena e l'ergastolo ostativo. L'autore sottolinea che, secondo l'articolo 27 della Costituzione, lo Stato dovrebbe riconoscere il cambiamento di un individuo dopo decenni di detenzione e percorsi trattamentali. Negare ogni speranza di libertà trasforma la giustizia in una forma di vendetta che ignora la salute e l'evoluzione del detenuto. Questa vicenda solleva un interrogativo critico sulla tenuta morale dello Stato di diritto di fronte alla negazione del futuro per i condannati.

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