Salviamo Domenico Papalia dalla morte per pena
Riassunto
Mimmo Gangemi riflette sul concetto di "fine pena mai" e sulla sistematica criminalizzazione del comune di Platì, citando il caso di Domenico Papalia, detenuto ininterrottamente da cinquant'anni. L'autore denuncia il marchio d'infamia che grava sulla Calabria, dove i cittadini sono spesso vittime sia della criminalità organizzata sia di uno Stato che li discrimina in base al luogo di nascita. Viene evidenziato il percorso di redenzione di Papalia e la sua attuale condizione di malato terminale, chiedendo che gli sia concesso di trascorrere gli ultimi giorni a casa per motivi umanitari. Questa vicenda mette in luce la necessità di superare i pregiudizi territoriali e di garantire una giustizia che non perda la propria bussola di fronte alla sofferenza umana.