Ha passato 22 mesi in cella ma non era lui lo scafista. Ed era molto facile accertarlo
Riassunto
L'articolo riporta il caso di Shami Mohammed, un giovane siriano ingiustamente detenuto per ventidue mesi con l'accusa di essere uno scafista. Nonostante avesse regolarmente pagato diecimila dollari per il viaggio, è stato condannato senza prove dal Tribunale di Locri e solo successivamente assolto in appello grazie alle indagini difensive che hanno confermato il pagamento. La vicenda mette in luce la prassi di condannare migranti sulla base di testimonianze affrettate e la mancanza di verifiche elementari da parte degli inquirenti. Questo caso evidenzia una criticità preoccupante nella gestione giudiziaria dei presunti trafficanti nel sistema penale italiano.