Morire di carcere e il silenzio dell’Ufficio del Garante
Riassunto
L'articolo analizza le dimissioni dell'avvocato Michele Passione dai suoi incarichi presso il Garante Nazionale dei detenuti, segnalando una preoccupante perdita di indipendenza dell'Authority rispetto al potere politico. Passione denuncia il silenzio dell'istituzione su gravi casi di tortura e maltrattamenti, come quelli avvenuti nel carcere minorile Beccaria, e critica i ritardi nella relazione annuale al Parlamento. La trasformazione del Garante in un organo percepito come vicino alla maggioranza rischia di minare la tutela dei diritti fondamentali delle persone recluse in un periodo segnato da suicidi record. Questa deriva mette in luce una criticità allarmante per la tenuta democratica e la difesa della dignità umana nel sistema penitenziario italiano.