Sanità in carcere: un infermiere ogni seicento detenuti

Riassunto

Un'indagine del sindacato Coina denuncia la situazione drammatica della sanità nelle carceri italiane, dove il sovraffollamento oltre il 139% e la carenza di organico espongono gli infermieri a turni massacranti e aggressioni costanti. In alcune strutture, come quella di Avellino, un solo professionista si trova a gestire fino a 600 detenuti, operando in condizioni igieniche precarie e con un rischio di malattie infettive quadruplicato. Il confronto europeo è impietoso: l'Italia garantisce mediamente un infermiere ogni 600 reclusi, contro il rapporto di 1 a 100 di Francia e Spagna. Il sindacato chiede interventi governativi urgenti, tra cui un piano di assunzioni straordinarie e indennità di rischio, per fermare quello che viene definito un 'massacro silenzioso'. Questa situazione evidenzia una criticità sistemica insostenibile che mina i diritti fondamentali all'interno del sistema penitenziario italiano.

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