Trento. Morire nel mese di maggio

Riassunto

L'articolo racconta il tragico suicidio di Abrar, una giovane detenuta a Trento, evidenziando il fallimento del sistema carcerario italiano segnato da un sovraffollamento del 138% e da un'alta recidiva. L'autore critica la tendenza dello Stato a privilegiare la pena esemplare e la creazione di nuovi reati a scapito della rieducazione e del sostegno psicologico. La morte di Abrar, la venticinquesima dall'inizio del 2026, viene presentata come un simbolo dell'indifferenza istituzionale e dell'incapacità di offrire prospettive di vita oltre la condanna. Questa tragedia mette in luce la drammatica urgenza di riformare il sistema penale italiano per garantire che la funzione della pena sia realmente riabilitativa.

Leggi l'articolo completo su iltquotidiano.it →