Libri. “Il Ventunante, la cella si apre lo stigma resta”
Paola D’Amico
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Corriere della Sera
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Riassunto
Il libro fotografico e la mostra itinerante 'Il Ventunante' documentano l'incontro tra un ex poliziotto e un ex detenuto, evidenziando le fatiche del riscatto sociale dopo il carcere. Presentata a Palazzo Reale di Milano, l'opera nasce dall'esperienza di 'Mitiga', un’impresa sociale creata da detenuti per favorire il reinserimento lavorativo e abbattere i pregiudizi. I dati mostrano che il lavoro riduce significativamente la recidiva, eppure lo stigma verso chi ha scontato la pena rimane un ostacolo persistente. Questo progetto evidenzia la necessità cruciale di trasformare il sistema penale in un percorso di effettiva reintegrazione attraverso opportunità occupazionali concrete.
Intesa Sanpaolo sostiene la Scuola di Edilizia presso il carcere di Opera a Milano, un progetto promosso dalla Fondazione Don Gino Rigoldi per favorire il reinserimento sociale dei detenuti attraverso il lavoro. L'iniziativa punta a ridurre drasticamente il tasso di recidiva, che scende al 2% per chi ha un contratto di lavoro rispetto al 70% della media nazionale. Oltre alla formazione tecnica, il programma offre percorsi di orientamento e sviluppo di competenze trasversali, estendendosi anche ad altre carceri italiane con diverse attività produttive e culturali. Questo modello dimostra come il binomio formazione-lavoro sia lo strumento più efficace per trasformare la pena in un'opportunità di riscatto e dignità. Il successo di tali iniziative sottolinea l'importanza di investire nel lavoro carcerario come pilastro fondamentale per la sicurezza e la coesione della società civile.
L'articolo recensisce il romanzo "Se fioriscono le spine" di Glauco Giostra, che descrive l'universo claustrofobico del carcere e la sua incapacità di offrire una vera speranza di riabilitazione. Attraverso la storia di Antonio, emerge che il riscatto sociale avviene spesso nonostante l'istituzione carceraria, grazie a incontri umani e circostanze eccezionali che interrompono il ciclo della criminalità. Il messaggio centrale è che il dolore può diventare un mezzo per cogliere la verità profonda dell'esistenza, superando le logiche repressive del sistema. Ciò evidenzia la necessità di una riforma profonda che metta l'umanità e la compassione al centro dell'esecuzione penale.
Il documentario 'Le farfalle della Giudecca' racconta la vita quotidiana e i percorsi di riscatto delle detenute del carcere femminile di Venezia, mettendo in luce un modello penitenziario basato sull'empatia e sulla formazione. L'opera evidenzia come il lavoro, attraverso laboratori di sartoria, lavanderia e orticoltura, rappresenti una leva fondamentale per il reinserimento sociale e il superamento dei pregiudizi. Grazie alla sinergia tra istituzioni e associazioni, le detenute possono acquisire competenze professionali concrete, preparandosi a un futuro lontano dall'illegalità. Questo esempio virtuoso sottolinea la necessità di trasformare il tempo della reclusione in un'opportunità di riabilitazione effettiva per la dignità della persona.