Santa Maria Capua Vetere (Ce). Tragedia nel carcere: detenuto si toglie la vita

Riassunto

Un giovane detenuto di 25 anni si è tolto la vita nel reparto di isolamento del carcere di Santa Maria Capua Vetere, dove era in attesa di giudizio per furto. Si tratta del primo suicidio in Campania nel 2026, un evento che ha spinto i garanti dei detenuti a denunciare il grave disagio psichico e le criticità strutturali del sistema penitenziario italiano. Samuele Ciambriello e don Salvatore Saggiomo hanno sollecitato un intervento del Presidente Mattarella per affrontare l'emergenza carceraria, definendo il sistema attuale come un 'iceberg di sofferenza'. Questa tragedia evidenzia l'urgente necessità di riforme per tutelare la salute mentale e la dignità dei ristretti nelle carceri italiane.

di Biagio Salvati
Il Mattino, 18 gennaio 2026
Avrebbe compiuto 25 anni proprio giovedì prossimo. Tragedia nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, dove un detenuto di origine marocchina, E.H., si è tolto la vita. Il giovane, accusato di furto e in attesa di giudizio, avrebbe compiuto 25 anni proprio giovedì prossimo. Si trovava in regime di isolamento nel reparto Danubio quando si è impiccato con alcune lenzuola arrotolate. Immediato l’intervento dei soccorsi, ma per il detenuto non c’è stato nulla da fare. La salma è stata trasferita all’ospedale di Caserta per gli accertamenti medico-legali di rito ed ora si trova nell’obitorio.
Si tratta del primo suicidio in Campania ed il secondo nelle carceri italiane dall’inizio dell’anno, un dato che riaccende l’allarme sulle condizioni di detenzione e sul disagio psichico all’interno degli istituti penitenziari. A darne notizia sono stati i garanti dei detenuti, Samuele Ciambriello, garante campano, e don Salvatore Saggiomo, garante della provincia di Caserta, che in una nota congiunta hanno espresso forte preoccupazione. “Suicidi e morti di carcere e in carcere: si danno i numeri. Ma oltre l’anonimato dei numeri, ci sono le persone”. E continuano: “Che cosa si è fatto negli ultimi dieci anni? Questo non è che la punta di un iceberg di una condizione di disagio e sofferenza presente in tutti gli istituti di pena italiani, che da Nord a Sud scoppiano, con buona pace della politica populista”. I garanti auspicano un intervento diretto del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché vengano affrontati in modo strutturale “i problemi reali del pianeta carcere”.
Secondo quanto ricostruito, E.H., irregolare sul territorio, era stato arrestato nel maggio 2025 con l’accusa di furto. Armato di coltello, era entrato nell’abitazione di una donna a Valle di Maddaloni: la padrona di casa, rientrando, lo aveva visto ma l’uomo aveva già preso alcuni oggetti ed era fuggito. Dopo alcune ore era stato rintracciato dai carabinieri sui binari della stazione di Dugenta (Benevento) dove avrebbe cercato di fuggire.
Una volta fermato, era stato inizialmente trasferito nel carcere di Bellizzi Irpino, in provincia di Avellino, per poi giungere a Santa Maria Capua Vetere, dove era ristretto al momento del suicidio. La vicenda riporta al centro del dibattito pubblico il tema della tutela della salute mentale dei detenuti, della gestione dell’isolamento e delle condizioni di vita all’interno delle strutture penitenziarie, in un sistema che, come denunciano da tempo garanti e associazioni, appare sempre più sotto pressione.