Verso un nuovo Csm, la correntocrazia si è pentita

Riassunto

L'autore analizza l'evoluzione del correntismo nella magistratura italiana, evidenziando il passaggio da un associazionismo culturale a una "correntocrazia" focalizzata sulla spartizione del potere e delle nomine. Viene citato il caso di Giovanni Falcone come esempio emblematico dell'isolamento dei magistrati non allineati alle logiche delle correnti, che nel tempo hanno preteso un potere di veto sulle riforme della giustizia. L'articolo auspica un ritorno a una funzione ideale della magistratura associata, liberandola dalla tentazione di agire contemporaneamente come sindacato e governo. Questo scenario sottolinea un rischio critico per la tenuta della democrazia italiana.

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