Al massimo 3mila e non prima di settembre. Il piano per alleggerire le carceri non è quel che si aspettava
Riassunto
Il piano del Ministro della Giustizia Carlo Nordio per ridurre il sovraffollamento carcerario si scontra con la realtà: il numero di detenuti ammessi ai domiciliari è stato dimezzato rispetto alle promesse iniziali a causa di rigidi criteri di esclusione. Inoltre, la mancanza di strutture di accoglienza e le lungaggini burocratiche faranno slittare l'attuazione della misura ben oltre l'estate, rendendo il progetto pienamente operativo solo entro un anno. Attualmente, solo sette strutture hanno manifestato interesse, posticipando ogni effetto concreto a dopo settembre 2026. Questa situazione evidenzia la profonda discrepanza tra la propaganda governativa e l'effettiva gestione dell'emergenza nel sistema penitenziario italiano.