Gilberto Cavallini, a 73 anni, espia un “fine pena mai”
Riassunto
L'articolo analizza il caso di Gilberto Cavallini, a cui è stata revocata la semilibertà per un isolamento diurno di tre anni a seguito della condanna per la strage di Bologna. Nonostante otto anni di riabilitazione documentata, il settantatreenne è ora recluso a Rebibbia sotto costante videosorveglianza, privo di contatti esterni e privacy. L'avvocato Gabriele Bordoni critica aspramente questa scelta, ritenendo che l'effetto sanzionatorio stia prevalendo ingiustamente su quello rieducativo sancito dalla Costituzione. La vicenda pone l'accento sulla necessità di tutelare la dignità umana anche di fronte a condanne pesanti nel sistema penale italiano.