Pochi medici e attese lunghissime: in carcere anche curarsi è impossibile

Riassunto

In Italia, circa il 70% dei detenuti soffre di patologie croniche, ma la grave carenza di personale medico e di scorte per le traduzioni impedisce spesso l'accesso a cure e diagnosi tempestive. La situazione è esasperata dal sovrappollamento e dalla gestione critica della salute mentale, che porta a un uso diffuso di psicofarmaci e a detenuti costretti a fare da badanti ai compagni invalidi. Casi tragici come quello di Giosuè Chindamo mostrano la difficoltà di ottenere la scarcerazione anche per i malati terminali, nonostante le perizie mediche inequivocabili. Questo quadro evidenzia una drammatica violazione del diritto alla salute e della dignità umana all'interno del sistema carcerario italiano.

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