Norme anti-gogna, il Csm non arretra (con pochi correttivi)

Riassunto

Il Consiglio Superiore della Magistratura ha confermato le linee guida contro la "gogna mediatica", respingendo le pressioni esterne e apportando solo lievi emendamenti tecnici per non appesantire il lavoro delle procure. Le nuove regole, che saranno votate definitivamente il 3 giugno, impongono l'obbligo di rettifica e aggiornamento delle notizie giudiziarie per tutelare la reputazione e la presunzione d'innocenza degli indagati. Nonostante le critiche di alcuni magistrati, il testo mantiene intatta la sostanza etica, mirando a una comunicazione istituzionale proporzionata e meno spettacolarizzata. Questo provvedimento rappresenta un passo decisivo verso il bilanciamento tra il diritto di cronaca e la dignità dei cittadini coinvolti in procedimenti penali.

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