Chi accetta la sfida violenta non può poi invocare la legittima difesa

Riassunto

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8201/2026, ha stabilito che chi accetta o provoca uno scontro violento non può invocare la legittima difesa, a meno che la reazione dell'avversario sia del tutto imprevedibile rispetto al rischio iniziale. Il caso riguarda l'uccisione di una guardia giurata da parte di due fratelli che l'avevano affrontata sotto casa armati di spranga, sostenendo poi di aver reagito all'uso della pistola d'ordinanza della vittima. I giudici hanno chiarito che la reazione armata era prevedibile data la professione dell'uomo e l'escalation dei giorni precedenti, escludendo quindi la scriminante poiché mancavano i presupposti di necessità e proporzionalità. Questa decisione sottolinea il rigore dei criteri necessari per il riconoscimento della legittima difesa nel sistema penale italiano.

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