Fermo. Un concerto per la pace. Le poesie dal carcere diventano canzoni

Riassunto

La Biblioteca Civica di Fermo ha ospitato il concerto-recital 'Partitura di Stagioni' di Serena Abrami, un evento che ha intrecciato musica e poesia per invocare pace e libertà. Attraverso le liriche di autori provenienti da zone di conflitto come Iran, Palestina e Afghanistan, l'iniziativa ha sensibilizzato il pubblico sulla drammatica attualità delle guerre contemporanee. L'incontro, promosso dalla Fondazione San Giacomo della Marca, ha permesso di raccogliere fondi per l'ONG AVSI, impegnata in numerosi scenari di crisi internazionale. L'iniziativa sottolinea come l'arte e la cultura siano strumenti essenziali per abbattere l'indifferenza e costruire una solida coscienza civile globale.

di Adolfo Leoni
viverefermo.it, 19 gennaio 2026
La Sala di Lettura della Biblioteca Civica Romolo Spezioli di Fermo ieri pomeriggio palpitava per le parole profonde e toccanti, e per le invocazioni alla libertà echeggiate sotto le sue antiche volte. E palpitava anche il cuore dell’enorme pubblico - tanti i giovani - venuto ad ascoltare il concerto-recital Partitura di Stagioni di Serena Abrami e del suo gruppo. E, ancora, palpitavano - ne sono sicuro - anche i libri che se ne stavano composti alle pareti dell’austera Sala. Tra di essi ne mancava uno: Poesie dalla Prigione, fatto di rime scritte da Mavhash Sabet, poetessa prigioniera ad Evin in quell’Iran che, proprio in queste ore, si è infiammato di giovani che chiedono libertà e giustizia, come accadde 45 anni fa in Piazza Tien An Men, a Pechino; come era accaduto nel 1956, a Budapest, in Ungheria.
Quel libro mancante iersera è stato però virtualmente presente. Altri libri di poeti palestinesi e afgani, come le liriche di Mahmoud Darwish e della Arzoo Rahemi, non presenti negli scaffali, hanno preso forma, iniziando ad essere sfogliati nelle canzoni e nei recitativi di Serena Abrami (voce e basso elettrico), Enrico Vitali (voce e chitarra elettrica) e Giuseppe Franchellucci (violoncello e live eletronics).
È stato come un abbraccio al mondo intero, all’umanità che deve ritrovare se stessa. Una serie di domande sono piombate in sala, potenti: perché la guerra, perché le distruzioni, perché le bombe? “C’era una bambina - ha detto Serena - che abitava tra i Sibillini e il Mare Adriatico. Una bambina che ha chiesto al bidello della sua scuola se le bombe gettate sulla Jugoslavia in decomposizione, potessero arrivare sulla propria casa. Il bidello non ha risposto: ha sorriso...” come se, forse, quelle tragedie potessero accadere solo di là dal mare. Come se le tragedie dell’Iran, dell’Afghanistan, della Palestina, accadessero solo di là dal mare, e non ci riguardassero. E invece no. Partitura di Stagioni ha dato voce a tutte le esistenze minacciate da guerre e oppressioni, intrecciando lingue e linguaggi artistici. Un inno poetico e vocale alla pace. Ora quella bambina non abita più tra i Sibillini e il Mare Adriatico: abita il mondo, dove tutto le è caro.
Il concerto-recital, che ha visto in conclusione anche l’intervento dell’assessore alla cultura di Fermo Micol Lanzidei, è stato proposto dalla Fondazione San Giacomo della Marca, nell’ambito del percorso “Costruire la Pace, Seminare la Speranza” iniziato ad ottobre scorso con incontri nelle diverse scuole superiori di Fermo. Tra gli intenti dell’evento - chiamato anche Tende di Natale - c’è stato quello di raccogliere fondi per l’AVSI, una ONG che lavora ed è presente in numerosi scenari di guerra. I promotori hanno sentitamente ringraziato il Comune di Fermo e il personale della Biblioteca (Leonori, Giagni, Sciortino) che si è reso disponibile per questa importante iniziativa.