Trapani. “In carcere mancano 100 agenti e parte della struttura è vecchia”
Riassunto
I deputati del PD Giovanna Iacono e Dario Safina hanno visitato la casa circondariale 'Pietro Cerulli' di Trapani, denunciando una situazione critica dovuta alla carenza di circa 100 agenti e a strutture fatiscenti. Un recente incendio in una cella ha evidenziato i rischi quotidiani per il personale, costretto a lavorare in condizioni di emergenza che compromettono la funzione rieducativa della pena. I parlamentari hanno sollecitato investimenti urgenti nell'edilizia penitenziaria e nuove assunzioni per garantire la sicurezza e la dignità di lavoratori e detenuti. Questo caso mette in luce la grave discrepanza tra le rassicurazioni istituzionali e la realtà emergenziale delle carceri italiane.
Visita ispettiva di una delegazione del Pd guidata dai deputati nazionale e regionale Giovanna Iacono e Dario Safina, nella casa circondariale “Pietro Cerulli” di Trapani. “Una visita necessaria - dicono per toccare con mano la realtà dell’istituto”. È di pochi giorni la notizia di un episodio che ha visto un paio di agenti della polizia penitenziaria salvare un detenuto che aveva dapprima dato fuoco a un materasso della cella. I poliziotti sono rimasti intossicati dal fumo. Un episodio che è da collegare alla crisi di organico e agli spazi che mancano. Un intero reparto è chiuso da molto tempo.
“Il grado di civiltà di una società si misura dalle sue prigioni - commenta Iacono Ho trovato donne e uomini preparati, cortesi e disponibili, che lavorano ogni giorno con enorme professionalità e abnegazione. Ma non possiamo chiedere loro di fare miracoli”. “L’abnegazione del personale - aggiunge Safina - non può colmare all’infinito i vuoti strutturali e di organico”. Nonostante le recenti, ripetute, rassicurazioni del sottosegretario Delmastro Delle Vedove, la realtà resta complessa.
“Dir complessa è poco, è critica - osservano Iacono e Safina che - mancano almeno 100 agenti di polizia penitenziaria e parte della struttura è vecchia. Se mancano gli agenti per la sorveglianza e le strutture sono fatiscenti, la rieducazione si ferma. Il carcere smette di riabilitare e diventa solo un luogo di attesa vuota. Servono assunzioni e investimenti sull’edilizia penitenziaria. Per la dignità di chi lavora e per il futuro di chi deve essere rieducato”.