Per la “gestione dei flussi irregolari” Roma guarda ancora verso Tripoli
Riassunto
Mentre all'Aia si processano esponenti delle milizie libiche per crimini contro l'umanità, l'Italia prosegue la cooperazione con la Libia per la gestione dei flussi migratori attraverso nuovi progetti operativi a Tripoli. L'articolo evidenzia il contrasto tra i procedimenti internazionali e la protezione politica garantita in Italia ai ministri coinvolti in precedenti inchieste collegate alla Libia. Luca Casarini di Mediterranea critica la parzialità del processo in corso, definendolo incompleto poiché non indaga le responsabilità politiche diffuse dietro gli accordi con le milizie. Questo scenario solleva gravi dubbi etici e legali sulla complicità italiana nel sistema di detenzione libico.