Chiusi in cella sull’orlo di un baratro. Lettera aperta
Riassunto
I detenuti di Rebibbia denunciano una situazione carceraria esplosiva, caratterizzata da un sovraffollamento insostenibile e dalla sistematica negazione dei diritti fondamentali. Tra le criticità maggiori emergono la carenza di personale sanitario e di polizia, la scarsa qualità del vitto e l'assenza di assistenza psicologica, che esasperano il rischio di suicidi e proteste. Per rispondere a queste condizioni degradanti, la redazione propone una mobilitazione legale collettiva attraverso esposti basati sull'articolo 35-ter dell'ordinamento penitenziario. L'articolo lancia un appello urgente ai parlamentari affinché ispezionino gli istituti di pena per prevenire un imminente disastro umanitario.