Alessandria. “Molti dubbi su carcere San Michele per detenuti 41 bis”
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Riassunto
Federico Fornaro, parlamentare del Partito Democratico, ha espresso forti critiche riguardo alla trasformazione del carcere San Michele di Alessandria in un centro destinato ad accogliere 150 detenuti in regime di 41 bis. Il piano governativo prevede di ridurre gli istituti per detenuti speciali in tutta Italia, rendendo quello di Alessandria l'unico polo di riferimento per il Piemonte. Fornaro denuncia la mancanza di trasparenza del Ministero e il silenzio delle istituzioni locali, temendo gravi rischi di infiltrazione criminale per il territorio e un impatto critico sulle strutture ospedaliere locali. La questione solleva un tema cruciale sulla sicurezza pubblica e sulla gestione centralizzata dei detenuti ad alto rischio nelle province italiane.
L'autrice critica la trasformazione del carcere di San Michele ad Alessandria in un istituto per il regime 41 bis, lamentando la mancanza di coinvolgimento delle istituzioni locali in questa decisione. Il provvedimento rischia di smantellare anni di progetti di rieducazione e reinserimento sociale, aggravando al contempo la situazione già critica del carcere Don Soria, segnato da carenze strutturali e un alto tasso di suicidi. Viene invocato un cambio di paradigma che sostituisca la logica emergenziale con una gestione basata sulla dignità umana e sulla responsabilità condivisa. Questa situazione evidenzia una crisi profonda della funzione costituzionale della pena nel sistema carcerario italiano.
L’anno 2026 si apre con un tragico suicidio nel carcere Don Soria di Alessandria, confermando una crisi sistemica che ha registrato 238 decessi nel solo 2025. Daniele Robotti, dell’Associazione Radicale “Marco Pannella”, sottolinea nell'intervista come il sovraffollamento estremo e la carenza di personale rendano invivibili le strutture penitenziarie italiane. Viene inoltre segnalata la trasformazione del carcere di San Michele per ospitare il regime 41 bis, un processo che aggrava la pressione sulle altre carceri già sature a causa dello spostamento dei detenuti. Questa situazione evidenzia una criticità drammatica e persistente per il rispetto dei diritti umani nel sistema penale italiano.
Damiano Aliprandi riporta l'allarme di Irene Testa sulla possibile trasformazione della Sardegna in un polo esclusivo per il regime di 41 bis, una tendenza che si sta estendendo anche ad Alessandria e Viterbo. Questa evoluzione rischia di smantellare i percorsi rieducativi e di volontariato, riportando il sistema carcerario italiano a modelli di isolamento totale simili a quelli degli anni Novanta. La grave carenza di personale e il sovraffollamento aggravano la violazione della dignità umana e il diritto alla territorialità della pena stabilito dall'ordinamento penitenziario. Questa situazione mette seriamente in discussione la funzione riabilitativa del carcere, evidenziando una deriva punitiva preoccupante per lo Stato di diritto.