Migranti sfruttati e reclusi: Castel Volturno e “l’affare” del Cpr da costruire
Riassunto
Fabrizio Geremicca descrive la situazione di Castel Volturno, dove il Ministero dell'Interno intende costruire un Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) da 120 posti in un’area naturale protetta. Nonostante l'apertura del sindaco Marrandino, il progetto incontra la ferma opposizione di associazioni, religiosi e residenti, che denunciano il degrado cronico e la mancanza di servizi nel territorio. In un contesto già segnato da inquinamento, sfruttamento lavorativo e infiltrazioni criminali, si contesta l'efficacia di una struttura detentiva rispetto a necessari interventi di riqualificazione sociale. Questa vicenda solleva interrogativi cruciali sulla gestione delle aree marginalizzate e sull'effettiva utilità dei centri di rimpatrio in contesti di forte vulnerabilità.