Niente musica per Cospito e gli altri fantasmi del 41 bis
Riassunto
In occasione dei quarant'anni dall'introduzione del regime carcerario 41-bis, l'articolo analizza le dure restrizioni applicate ai detenuti, focalizzandosi sul caso dell'anarchico Alfredo Cospito. Oltre all'isolamento estremo, emergono divieti controversi come l'impossibilità di ricevere libri di saggistica o musica punk, restrizioni che il magistrato Alfonso Sabella teme possano essere condannate dalla Corte europea dei Diritti dell'Uomo. La vicenda solleva dubbi sulla proporzionalità delle misure afflittive rispetto alla funzione riabilitativa della pena. Questo scenario evidenzia una tensione critica tra le necessità di sicurezza e il rispetto della dignità umana nel sistema penitenziario italiano.