Il carcere non diventi definitivamente il luogo della sospensione dei diritti fondamentali

Riassunto

L'articolo riporta la denuncia del Coordinamento dei Dirigenti penitenziari riguardo al collasso del sistema carcerario italiano, afflitto da un sovraffollamento insostenibile e dalla perdita della dignità umana. Viene criticata l'incapacità del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di offrire soluzioni concrete, limitandosi a precisazioni burocratiche mentre le condizioni detentive violano i principi dello Stato di diritto. L'Unione delle Camere Penali sottolinea come la politica continui a usare il carcere come risposta simbolica ai disagi sociali, ignorando la funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione. È urgente intervenire con depenalizzazioni e investimenti nelle misure alternative per evitare che il carcere diventi definitivamente un luogo di sospensione dei diritti fondamentali. Questo scenario richiama la necessità inderogabile di una riforma strutturale per ristabilire i principi di civiltà nel sistema penale italiano.

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