Caso Napoli, più maestri per spezzare i coltelli
Riassunto
L'articolo analizza l'escalation di violenza giovanile in Italia, evidenziando come l'inasprimento delle pene previsto dal decreto Caivano sia insufficiente senza un reale investimento nella prevenzione educativa. La povertà educativa e sentimentale dei ragazzi richiede la presenza di educatori sul territorio e un ruolo centrale della scuola, che oggi fatica a offrire alternative strutturali alla strada. Iniziative come il "patto educativo" della Curia di Napoli rappresentano passi positivi, ma serve un impegno istituzionale costante per contrastare la cultura della prepotenza e della rabbia. Questo evidenzia la necessità critica di passare da un modello puramente repressivo a uno basato sull'educazione e sull'ascolto prima che il disagio sfoci in criminalità.