Migranti. Anm: il Patto europeo su migrazione e asilo a rischio crac
Giansandro Merli
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Il Manifesto
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Riassunto
L'Associazione Nazionale Magistrati lancia l'allarme sul rischio di collasso del sistema giudiziario italiano a causa dell'imminente esaurimento dei fondi PNRR e della mancanza di piani per stabilizzare il personale precario. La situazione appare particolarmente critica per le sezioni immigrazione, già sovraccariche per l'aumento dei ricorsi e per le nuove procedure accelerate previste dal Patto UE migrazione e asilo. Il governo è accusato di non aver fornito risorse o indicazioni adeguate per gestire l'impatto di queste riforme sul comparto giudiziario. Questa situazione evidenzia una criticità strutturale che mette a rischio l'efficacia della giustizia e la tutela dei diritti fondamentali in Italia.
L’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) ha richiesto un’audizione alla Commissione Europea per denunciare il rischio di collasso della giustizia italiana dovuto al mancato rispetto degli impegni del PNRR. Il sindacato contesta l’assenza di piani concreti per stabilizzare i 10.000 funzionari addetti all’Ufficio per il processo, molti dei quali stanno abbandonando il settore per altre opportunità lavorative. Secondo l'ANM, questa carenza di personale mette a rischio il raggiungimento degli obiettivi di riduzione dei tempi dei processi civili concordati con l'Unione Europea. Questa situazione evidenzia una criticità strutturale nel consolidamento delle riforme necessarie a garantire l'efficienza del sistema giudiziario italiano.
Il governo sta valutando un nuovo 'pacchetto sicurezza' che prevede misure più rigide sull'immigrazione, come il divieto di ingresso per le navi, e un inasprimento delle pene per reati minori e manifestazioni. Diversi giuristi criticano i provvedimenti, definendoli sproporzionati e potenzialmente incostituzionali, specialmente riguardo alla limitazione del dissenso e ai nuovi poteri conferiti alle forze di polizia. Le norme includono anche sanzioni pecuniarie elevate per i genitori di minori e uno 'scudo' legale per gli agenti indagati. Questa riforma solleva forti dubbi sulla tutela dei diritti civili e sulla proporzionalità del sistema sanzionatorio italiano.
Durante la sua visita a Roma, il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Michael O’Flaherty, ha espresso forti preoccupazioni per l'arretramento dello Stato di diritto in Italia, citando un punteggio di 6,6 nell'indice del World Justice Project. O’Flaherty ha criticato la leadership italiana nel promuovere restrizioni ai diritti dei migranti, denunciando la strumentalizzazione politica di un fenomeno che risulta numericamente in calo. Il Commissario ha inoltre annunciato un monitoraggio attento sull'indipendenza della magistratura e dei media nel Paese. Questo monito evidenzia una sfida critica per la tutela dei diritti fondamentali e l'allineamento dell'Italia agli standard democratici europei.