Nordio sfida Melillo sulle norme contro le intercettazioni a strascico

Riassunto

Il centrodestra difende la riforma del 2023 contro le intercettazioni a strascico, respingendo l'allarme del procuratore antimafia Giovanni Melillo su un presunto indebolimento delle indagini contro mafia e terrorismo. La normativa ha ripristinato i limiti all'uso delle intercettazioni in procedimenti diversi, annullando l'estensione introdotta nel 2019 per evitare autorizzazioni 'in bianco' e tutelare la civiltà giuridica. Il ministro Nordio ha risposto a Melillo chiedendo dati precisi sulle indagini compromesse, sostenendo che l'attuale legge ricalca quella in vigore prima del 2020 senza aver mai ostacolato la giustizia. Questa vicenda mette in luce la tensione persistente tra le esigenze di efficacia investigativa e la protezione delle garanzie costituzionali nel sistema penale italiano.

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