Roma. “Un mondo alla rovescia”, mostra dei detenuti nella Casa circondariale di Rebibbia

Riassunto

Il Garante del Lazio Stefano Anastasìa ha inaugurato a Rebibbia il progetto “Un mondo alla rovescia”, un'iniziativa di Hyperlocal che racconta la quotidianità carceraria attraverso foto, testimonianze e un documentario di Alain Parroni. Le opere esplorano il legame sensoriale tra i detenuti e la città esterna, evidenziando temi critici come il sovraffollamento e la speranza nonostante le difficoltà strutturali. La mostra, ora installata permanentemente nel cortile del carcere, punta a sensibilizzare l'opinione pubblica sulle reali condizioni di vita negli istituti di pena. Questo progetto mette in luce l'urgenza di un intervento strutturale per migliorare la dignità e la vivibilità del sistema penitenziario italiano.

garantedetenutilazio.it, 20 gennaio 2026
Le vite delle persone recluse raccontate attraverso foto, racconti e un documentario. Il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, mercoledì 14 gennaio è intervenuto alla presentazione della mostra “Un mondo alla rovescia”, progetto dedicato alla quotidianità ed alle storie vissute a Rebibbia nuovo complesso, a cura della piattaforma editoriale Hyperlocal. Avviata già a dicembre in occasione del Giubileo dei detenuti e sviluppata esternamente al carcere nel quartiere di Rebibbia, anche con talk e approfondimenti, i pannelli con foto e racconti sono stati adesso installati nel cortile principale del carcere, accanto alla chiesa.
L’installazione interna al penitenziario è stata presentata insieme alla visione di un nuovo documentario di presentazione dell’intero progetto e dedicato alla percezione della vita ‘fuori’ da parte dei carcerati. Nel video, con la regia di Alain Parroni, i detenuti ascoltano soprattutto i rumori della città che li circonda - fatti di motori di macchine, moto, autobus, di musica di feste e fuochi di artificio - vivendo nelle celle, affacciandosi dalle finestre o camminando nei cortili e tali ‘suoni’ sono un forte legame con la vita esterna e di quella vissuta in precedenza. Alla proiezione del video nel teatro del carcere erano presenti anche i detenuti coinvolti nel progetto.
La mostra ed il video sono a cura di Hyperlocal, piattaforma editoriale dedicata alle comunità e ai quartieri di diverse città del mondo che per l’occasione ha dedicato anche un numero speciale della sua rivista, Rebibbia Hyperlocal’ raccontando le infinite storie che attraversano la vita in carcere, con il contributo fotografico di Stefano Lemon, Lavinia Parlamenti, Guido Gazzilli e Benedetta Ristori. Nei testi del magazine i carcerati descrivono il sovraffollamento e le difficoltà vissute ma parlano anche di speranza. Il Garante Anastasìa ha ricordato a margine della presentazione le grandi criticità del penitenziario, già più volte denunciate, tra sovraffollamento e mancata manutenzione.