Viva la mitezza, la virtù “debole” amata da Bobbio (e da Prevost)

Riassunto

Paolo Di Stefano riflette sull'elogio della mitezza di Norberto Bobbio, definendola una virtù 'debole' ma attiva, capace di contrastare l'arroganza e la prepotenza sociale. Bobbio descrive il mite non come una persona passiva, ma come un individuo nonviolento che rende il mondo più abitabile attraverso la compassione e il rifiuto della sopraffazione. Nonostante i 'moralisti' siano oggi spesso derisi, questa visione rimane attuale e trova eco persino nel magistero di Papa Leone XIV. Questo testo invita a riconsiderare il valore della nonviolenza come pilastro fondamentale per una convivenza civile più umana.

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